Nell’ultimo mese più della metà dei morti totali, Livorno conta un decesso ogni 48 contagiati

Il direttore dell'ospedale Luca Carneglia davanti alla targa in nome dei morti di Covid

Dal 20 ottobre, quando il primario Sani lanciò l'allarme, sono morte 76 persone in tutta la provincia: di queste 68 erano di Livorno città

LIVORNO. Ottorino Franchi aveva 96 anni. Graziella Chiarini 80.

Sono gli ultimi due nomi di una lista che si sta tragicamente e inesorabilmente allungando: quella dei morti per Covid.

Dal 20 ottobre, quando la seconda ondata ha iniziato a produrre i suoi effetti, siamo arrivati a contare 76 decessi inseriti dall’Asl alla voce coronavirus.

76 decessi su tutta la provincia in 34 giorni. Più di due morti al giorno.

Con una prevalenza quasi totale nel capoluogo. Perché di questi 76 morti, la maggior parte, ben 68, vivevano a Livorno città.

Gloria Centi, 81 anni, Antonio Rizzi, 88, Aldo Bronchi, 91, Mauro Lucarelli, 92, Francesca Delfino, 80, Maria Balzano, 91, Grazia Borsato, 79, Fabrizio Bianchi, 79 - solo per restare agli ultimi cinque giorni - vivevano tutti a Livorno.

Gli altri 8 morti sono divisi tra Cecina, Rosignano, Castagneto Carducci e Collesalvetti.

LIVORNO CITTÀ COLPITA DURO
 

Il numero e la provenienza dei morti conferma la netta differenza che si è creata in questa seconda ondata tra Livorno e l’area sud della provincia, evidenziata anche nei dati dell’Agenzia regionale della sanità che indicano come Rosignano, Cecina e Piombino rappresentino un altro mondo, un’isola felice, rispetto al resto della Toscana e rispetto al capoluogo dove il virus sta colpendo molto duro.
Non a caso l’area sud è indicata come a rischio zero, mentre Livorno città è a rischio 2 (su un massimo di 3).

IN UN MESE OLTRE METÀ DEI MORTI TOTALI

C’è un altro dato che racconta come la situazione sia precipitata in città: è il rapporto tra i morti Covid dall’inizio della pandemia e quelli dell’ultimo mese. Su 137 persone uccise dal virus da marzo a Livorno e provincia, 76 sono morte, come dicevamo, dal 20 ottobre. Più della metà. Un quadro davanti a cui risuonano malamente profetiche le parole che il primario di Malattie Infettive Spartaco Sani ha detto sul Tirreno il 22 ottobre: «Senza lockdown vedremo le bare lungo le strade come è successo a Bergamo».

OGNI 48 CONTAGIATI UNO MUORE

Livorno (a livello di provincia) è a metà del guado in Toscana nel rapporto tra morti e contagiati. Ogni 48 positivi c’è stato un decesso. È un dato che fa rabbrividire.
Ci sono territori che stanno molto peggio: a Massa per esempio si conta un morto ogni 22 contagiati.
A Pisa muore una persona ogni 56 positivi.
In rapporto alla popolazione totale Livorno ha contato un morto ogni 2434 residenti; Grosseto un morto ogni 5017 persone. Massa uno ogni 740.
Il quadro di Livorno città tuttavia è peggiore rispetto a quanto raccontato dai numeri: in questi dati infatti il capoluogo beneficia della buona situazione dell’area sud della provincia e dell’andamento, tra i migliori della Toscana, vissuto durante la prima ondata.
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi