Caffè con gli amici e posto di blocco forzato sul lungomare e in centro scattano le multe

Livorno, dopo 7 giorni di zona rossa non mancano i trasgressori delle norme anti-Covid: la maggioranza, però, si comporta bene

LIVORNO. È scoccato ieri il settimo giorno della Toscana nella zona rossa. La fascia che indica la maggiore pericolosità per quanto riguarda la diffusione del coronavirus. E che prevede anche – per le zone d’Italia che ci finiscono dentro – severe restrizioni per arginare il contagio. Una su tutte: vietato lo spostamento tra comuni, salvo circostanze di assoluta necessità.

Si può uscire di casa per fare sport – singolarmente – e più in generale per svolgere attività fisica (la semplice camminata, però, solo nei pressi di casa). Ma anche per recarsi nelle attività commerciali che sono rimaste aperte in seguito all’ultimo dpcm del presidente del consiglio. A Livorno poca gente sul lungomare e controlli a tappeto da parte delle forze dell’ordine. E anche diverse multe.


Nonostante il sole, ieri il lungomare si presentava quasi deserto. C’erano però le volanti della polizia, impegnate nel monitoraggio del territorio. Prima settimana di zona rossa, quindi, e prime sanzioni, con centinaia di persone controllate ogni giorno. Giovedì i carabinieri hanno sanzionato tre persone all’esterno di un bar in zona Ardenza. Avevano preso il caffè da asporto, ma lo stavano consumando insieme a circa 50 metri di distanza dal locale. Per tutti è scattata la multa da 400 euro. In generale c’è un atteggiamento di rispetto delle regole anti-virus da parte dei livornesi, anche se non mancano i trasgressori. Nel corso della notte fra ieri e venerdì i militari della stazione di Livorno centro, insieme ai colleghi del Nucleo operativo e radiomobile, diretti dal tenente Marco Saccà, hanno sanzionato per aver violato le normative anti-coronavirus un tunisino di 43 anni e una livornese quarantunenne, in viale Carducci. I due hanno anche tentato di forzare il posto di blocco.

Ieri mattina la guardia di finanza ha multato una merceria di Livorno che avrebbe dovuto essere chiusa, come dice il dpcm. La titolare invece stava vendendo un pezzo di stoffa a un cliente. È intervenuta una pattuglia della Prima compagnia degli scali della Darsena, comandata dal capitano Antonio Stabile, allertata dalla chiamata di un cittadino.

Nella serata di giovedì, davanti a un bar all’interno del porto, c’erano quattro camionisti fuori dal locale che stavano bevendo una birra, seduti a un tavolino. Gli uomini della Seconda compagnia della guardia di finanza della caserma Sgarallino, addetta alla vigilanza dinamica dentro al porto di Livorno, guidati dal tenente Antonello Di Gaeta, a capo della sezione operativa, hanno sanzionato il bar con una multa da 400 euro. L’esercente, ora, rischia di chiudere per 30 giorni. La decisione spetterà al prefetto, Paolo D’Attilio. Mercoledì, inoltre, sempre le fiamme gialle avevano multato una sala scommesse nel quartiere Shangai, aperta nonostante il divieto. Ma non finisce qui.

Perché ieri mattina la polizia municipale, comandata da Annalisa Maritan, ha fermato un uomo in piazza Grande, notando dai documenti che è residente nel comune di Collesalvetti. Alla richiesta del perché si fosse spostato dal territorio di residenza, l’uomo ha risposto di doversi recare dal dentista. Dopo gli accertamenti degli agenti, però, è venuta fuori la bugia. Ed è stata quindi staccata la sanzione da 400 euro.

Tre sanzioni erano state fatte dalla municipale domenica scorsa per mancanza di mascherina, in un caso, e per spostamenti ingiustificati dal comune di residenza. La polizia di Stato, ieri sul lungomare, dalle 13 alle 19, ha controllato 95 persone e 63 veicoli. Non è stata elevata alcuna sanzione, e gli agenti hanno accertato che tutte le autocertificazioni fornite dai cittadini erano effettivamente corrette e in buona fede. La maggior parte dei livornesi, quindi, ha superato l’esame. Le regole in tanti casi vengono rispettate. E quando questo non accade intervengono le forze dell’ordine. E partono le multe. –
 

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