«Voglio far sesso con tua nipote». Ma lo zio lo prende a pugni e finisce in ospedale

Operatori all'interno del mercato ortofrutticolo (foto d'archivio)

Livorno: il banconiere del mercato ortofrutticolo ha provocato l’agricoltore leccando una pera in modo erotico. Poi è scoppiata la rissa ed è arrivata la polizia: «Lo faceva da giorni, basta»

LIVORNO. «Dai presentami tua nipote, la voglio tro***re». Lo avrebbe detto per giorni, «ogni mattina». Fino a sabato 21 novembre, quando alle stesse parole, come se non fossero già sufficientemente esplicite, ha aggiunto pure un gesto disgustoso: «una pera leccata con fare sensuale». È a questo punto che lo zio della giovane, un agricoltore livornese di 58 anni, ha perso la pazienza e lo ha spinto contro alcune cassette di mandarini, tirandogli un pugno in faccia e facendolo capitolare a terra.

Caos attorno alle sei del 21 novembre al mercato ortofrutticolo di via Jacopo Sgarallino, alla periferia nord della città, dove sono dovute intervenire una volante della polizia di Stato e un’ambulanza della Croce rossa italiana, con i volontari che hanno accompagnato al pronto soccorso un banconiere tunisino di 41 anni con un labbro rotto e delle ferite alla testa, probabilmente provocate dalla caduta a terra.


A raccontare l’accaduto è il fidanzato della giovane da lui presa di mira, una donna di 24 anni, che da giorni racconta ai suoi parenti e amici di essere diventata bersaglio continuo delle attenzioni dell’operatore nordafricano. La ragazza ieri mattina era lì con lo zio e il ragazzo, ma non avrebbe assistito alle richieste pressanti e volgari del quarantunenne, visto che in quel momento si trovava da un’altra parte.

«Lo zio della mia compagna è un “bonaccione”, non farebbe male a una mosca – racconta il fidanzato – ma stavolta si è oltrepassato il limite. Lo ha preso da parte, gli ha detto di smettere, poi è scoppiato l’alterco. Sono volati spintoni, schiaffi e sono finiti tutti per terra fra le cassette dei mandarini. Io sono intervenuto appena ho sentito urlare, insieme a molte altre persone. E quando ho capito che ce l’aveva con la mia ragazza, anziché separarli come avevo cominciato a fare inizialmente, gli ho chiesto conto del perché continuasse a comportarsi così. Doveva assolutamente smetterla, sono comportamenti senza giustificazione».

Durante la lite – sfociata in rissa, visto che «mezzo mercato si è messo di mezzo e si è creato un vero e proprio parapiglia» – il quarantunenne ha provato a scappare in un gabbiotto del banco dove lavora e «ha impugnato un grosso coltello da cucina, di quelli da chef, puntandomelo al volto». A questo punto il giovane, 36 anni, di fronte alla minaccia dell’arma da taglio è stato allontanato dagli altri operatori che hanno cercato di dividere i litiganti e riportare la calma. Riuscendoci. Poi, preso il cellulare, il trentaseienne ha chiamato lui stesso il 113 raccontando tutto ciò che era appena accaduto.

Sul posto è arrivato immediatamente un equipaggio della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretto dal commissario capo Claudio Cappelli. Gli agenti hanno poi avvertito il 118, visto che il tunisino era ferito e doveva essere accompagnato al pronto soccorso. «Io poi sono andato via – conclude il fidanzato – perché avevo da lavorare, anche io sono agricoltore ed ero in piedi dalle 3.30 di mattina. Questa persona, attraverso lo zio, ha molestato indirettamente la mia compagna. È un uomo che lavora in un banco del mercato, neanche so come si chiama, ma non può comportarsi in questo modo. Non so che cosa gli sia preso».

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