Rapina alla farmacia Misul, il titolare ironico: «Così ricompensano chi lotta contro il Covid...»

Il titolare Memo Misul

Livorno: il bandito, col casco in testa e la pistola in mano, in fuga con meno di 50 euro: «Un'esperienza terribile per me e soprattutto per la mia dipendente»

LIVORNO. Con un casco nero in testa e una pistola in pugno ha minacciato l’unica dipendente al lavoro in quel momento nella farmacia Misul di via dei Pensieri, facendosi consegnare tutto ciò che era rimasto nella cassa: meno di 50 euro. Ancora una rapina alle farmacie della città, ben due in tre giorni. Dopo l’episodio avvenuto attorno alle 13 di mercoledì scorso all’Orto dei Semplici di via Campania – dove un uomo di circa 35 anni e alto un metro e 80, con un coltello, aveva minacciato la titolare fuggendo con l’incasso – un caso analogo si è ripetuto alle 18.30 di venerdì scorso alla farmacia di Memo Misul, alla Rosa.

L’imprenditore era da poco tornato a casa, portando con sé quasi tutto l’incasso. Per il rapinatore, di conseguenza, erano rimaste solo le “briciole”: «Questa è la “ricompensa” per chi, come noi, sta aperto per assicurare un servizio e fronteggiare l’emergenza coronavirus – dice ironico il titolare – e siamo rimasti tutto choc, in primis la mia dipendente, ma anche io che quando sono tornato indietro e ho visto tutte quelle auto della polizia, rimanendo scosso. Fra l’altro, anche se non avessi portato via il denaro incassato, non è che la somma fosse stata tale da giustificare un’azione del genere. Il bandito, per pochi euro, ha corso solo dei rischi. È succesa una cosa grave, una rapina a mano armata...».


Il bandito è stato ripreso dalle immagini delle telecamere: indossava, oltre al casco nero, una mascherina chirurgica e un paio di occhiali da sole. Filmati che, ovviamente, sono stati acquisiti dagli agenti della Squadra mobile della questura, coordinati dal vicequestore aggiunto Giuseppe Lodeserto, intervenuti anche con i “Falchi” – i poliziotti sui T-Max – e i colleghi delle volanti. Forse italiano, almeno da quanto ha potuto capire la dipendente, è scappato a piedi. Non è chiaro se avesse un motorino parcheggiato fuori o un complice ad aspettarlo con il motore acceso. Probabile, visto che è fuggito rapidamente e in via Campania era andata esattamente così, seppure l’arma fosse stata un coltello e non una pistola (che fra l’altro non si sa se fosse vera o giocattolo). In ogni caso le descrizioni fornite agli inquirenti per i due colpi non sembrano combaciare perfettamente. Mentre all’Orto dei semplici avrebbe agito «un giovane fra i 30 e i 35 anni e alto un metro e 80», da Misul il rapinatore sarebbe stato «alto 1.70 e robusto». Ma non è escluso, ovviamente, che vi sia una stessa banda dietro le rapine alle farmacie. A stabilirlo dovranno essere i poliziotti della Squadra mobile.

La guida allo shopping del Gruppo Gedi