Paura per la malattia e per il lavoro: «Dottore non riesco più a dormire»

I livornesi soffrono la solitudine: si consuma il 20% in più di antidepressivi e il 30% di ansiolitici naturali

LIVORNO. «Dottore non dormo la notte». Oppure: «Mi sveglio di continuo». «Sono in ansia». Di fronte a queste frasi i farmacisti si trovano persone di tutte l’età spesso abbastanza sconvolte da quello che avviene intorno a loro, nei loro microcosmi di riferimento. La paura del virus, di morire e di farlo da soli in un ospedale. Il timore di perdere il lavoro, di non arrivare alla fine del mese. Sono tanti i motivi in questo periodo di pandemia che alterano l’umore, che portano stati di agitazione. Anche gravi. Ed ecco che in città è scattato l’aumento degli acquisti di antidepressivi e ansiolitici. Un fenomeno che già da qualche anno ha catturato l’attenzione di chi sta dietro il bancone ed è chiamato a rappresentare un punto di riferimento per i clienti che cercano un consiglio, un supporto ai loro malesseri . Perché sono almeno un paio di anni che il disagio si avverte di più. In ogni caso dall’inizio dell’anno c’è stata una crescita ulteriore di questi farmaci. E da indicazioni date dalle farmacie, ammonta al 20% per gli antidepressivi e anche il 30% per gli ansiolitici sotto la forma di integratori a base di prodotti fitoterapici.

Dall’osservatorio della farmacia Acquaviva, in centro, ecco l’andamento: «Faccio questo lavoro da trenta anni - spiega la dottoressa Emma Acquaviva - e già da alcuni anni abbiamo visto un ricorso più importante a questa tipologia di prodotti anche perché c’è stata un’evoluzione della farmacologia e gli antidepressivi hanno minori effetti collaterali e ora si curano disturbi che prima non erano trattati». Per quanto riguarda la sua attività, la dottoressa spiega che «dall’inizio dell’anno ad ora le vendite dei prodotti a base di sertralina sono aumentati del 20% e così quelli a base di paroxetina».


Anche la dottoressa Cecilia Comparini, titolare della farmacia Dal Canto, registra un 20% di vendite in più per paroxetina, escitalopram e citalopram. C’è poi il campo degli ansiolitici, la richiesta di prodotti per gestire l’ansia. «Da marzo in poi abbiamo registrato aumenti delle richieste di ansiolitici sotto forma di integratori che favoriscono il sonno pari anche al 30%- spiega Susanna Fornai , direttrice delle farmacie comunali - mentre l’aumento degli antidepressivi c’è stato all’inizio della pandemia». Perché questo ricorso? I farmacisti si trovando di fronte a clienti che raccontano di non riuscire a dormire. «Riferiscono di avere sonni agitati - racconta il dottor Cesare Pellini, titolare della farmacia omonima - di avere pensieri durante la notte e di non essere riposati alla mattina. Anche se non posso certificarlo siamo nell’area dell’ansia dovuta all’emergenza coronavirus e per questo siamo impegnati in continui corsi di aggiornamento per la gestione dell’ansia».

«Questo tema e la richiesta di farmaci che ne deriva riguarda ora tutte le età» spiega il direttore della farmacia comunale di Salviano Emiliano Chistoni. Che aggiunge: «Noi abbiamo una clientela che ha fiducia in noi. E se ci chiedono consigli noi cerchiamo di spiegare che anche se il momento è critico si può superare con certe precauzioni». Emmanuele De Libero della Farmacia Nuova aggiunge : «Vediamo artigiani e professionisti che cominciano ad avere uno stress importante che non riescono a digerire con le proprie risorse e da qui parte la richiesta dei farmaci. Ora è peggio della primavera scorsa». 

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