I carabinieri celebrano la “Virgo Fidelis” a 79 anni dalla battaglia di Culqualber

Livorno: ricorrenza in forma strettissima proprio a causa dell’emergenza coronavirus per ricordare la patrona dei militari 

LIVORNO. I carabinieri, anche a Livorno, festeggiano il 21 novembre la “Virgo Fidelis”. Celebrazioni sobrie, come voluto dal comandante provinciale dell’Arma, il colonnello Massimiliano Sole, per rispettare le prescrizioni imposte dal Governo a causa dell’emergenza coronavirus, come fatto del resto anche negli scorsi giorni quando i militari, nella caserma di viale Fabbricotti, hanno presentato in città il calendario 2021 dedicato al sommo poeta Dante Alighieri. Alla festa di stamani, in forma strettissima, sarà presente anche il generale di brigata Stefano Iasson, a capo della Seconda brigata mobile che ha la sua sede proprio a Livorno. Nella caserma cittadina c’è un’immagine della “Virgo Fidelis”, che è stata realizzata da un militare labronico nel 1952, per essere donata al comando provinciale.

Il 21 novembre di ogni anno, infatti, ricorre il settantanovesimo anniversario della battaglia di Culqualber, combattuta in Abissinia (l’attuale Etiopia) fra italiani e britannici, tra il 6 luglio e il 21 novembre del 1941. Il primo gruppo carabinieri mobilitato in Africa Orientale «si immolò quasi al completo con tale valore – ricorda l’Arma – che ai pochi sopravvissuti gli avversari tributarono l’onore delle armi. Qualcuno definì quel sacrificio «le Termopili dei carabinieri». Come gli spartani guidati da Leonida sacrificarono la vita per difendere la loro patria, i carabinieri nella sella di Culqualber, nella lontana Etiopia, si immolarono per tenere la postazione. Come sottolinea Gianni Oliva, “la battaglia di Culqualber fu l’atto finale della presenza italiana in Africa Orientale”. Per l’eroico sacrificio di quei valorosi carabinieri, la Bandiera di guerra dell’Arma fu insignita della seconda Medaglia d’oro al Valor militare».


Nel 1949, Papa Pio XII, con Breve apostolico datato 11 novembre decise di proclamare «la Beatissima Vergine Maria invocata con inno alla “Virgo Fidelis” massima Patrona celeste presso Dio dell’intera famiglia militare italiana che è chiamata Arma dei carabinieri d’Italia», stabilendo che «questa festa si possa ogni anno celebrare proprio nel giorno del 21 novembre, in pio e santo ricordo, sia della suprema consacrazione della Vergine Maria a Dio, sia di quel battaglione di carabinieri che, divampando anche in Africa Orientale l’ultima guerra, fece tutto intero, nel predetto giorno, il supremo sacrificio della vita nella località di Culquaber».

Nel 2015, nel comune astigiano di Incisa Scapaccino, che deve il suo nome al carabiniere Giovanni Battista Scapaccino, primo militare dell’Armata a essere insignito della Medaglia d’oro al Valor militare nel 1834, è stato canonicamente eretto il Santuario diocesano della Beata Vergine Maria “Virgo Fidelis”, patrona dell’Arma dei carabinieri nella locale chiesa di San Giovanni Battista. —


 

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