Infermiera investita sulle strisce davanti all'ospedale: "Sono pericolose"

Le strisce pedonali di fronte al pronto soccorso in una foto di venerdì 20 novembre

Livorno: la dipendente dell'Asl, 50 anni, aveva appena smontato dal turno di notte. «In quel punto ci sono già stati diversi incidenti, serve un semaforo"

LIVORNO. Aveva appena smontato dal turno di notte. Poi, dopo aver quasi attraversato del tutto le strisce pedonali proprio di fronte all’uscita del pronto soccorso per tornarsene a casa a dormire, è stata travolta da un’auto. Ferita alle gambe, dopo l’incidente stradale avvenuto alle 7.30 del 20 novembre in via Gramsci, un’infermiera di 50 anni. La donna – che lavora in viale Vittorio Alfieri da ottobre – è stata inizialmente soccorsa dai colleghi degli altri reparti che in quel momento si trovavano con lei e anche dal primario di cardiologia, proprio dove lei lavora, e da una guardia giurata del Worsp Security Group, uscita dal gabbiotto davanti alla sbarra di accesso.

È stata quindi accompagnata al pronto soccorso, a pochissimi metri di distanza, da un’ambulanza con il medico della Misericordia di via Verdi. «Quell’attraversamento è pericolosissimo – dice l’infermiera– e l’anno scorso un medico, investito proprio, qui è finito in rianimazione. Ho parlato con molti colleghi dell’ospedale, la situazione è preoccupante perché in molti rischiano attraversando la strada. Bisogna fare qualcosa, ad esempio mettere un semaforo a chiamata perché le auto vanno abbastanza veloce. Interveniamo prima che succeda qualcosa di più grave».


Al volante della macchina che l’ha investita una donna, che proveniva dal mare ed era diretta verso via di Salviano. Purtroppo la conducente non è riuscita a vederla in tempo, travolgendola. «Ho cercato di fare un balzo in avanti per non essere investita – prosegue la cinquantenne – ma mi ha colpito lo stesso». Insieme ai colleghi, naturalmente, la guidatrice l’ha immediatamente soccorsa dopo essere scesa dall’auto, «collaborando fin da subito con la polizia municipale», ricostruisce il marito dell’infermiera. «Dopo l’ennesimo investimento – conclude la vittima, che dovrà rimanere a casa per almeno un mese – è assurdo che non si intervenga per mettere in sicurezza questo attraversamento».

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