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Coronavirus a Livorno, in ospedale 102 pazienti 12 sono in terapia intensiva

Siamo al limite: preoccupazione per le ripercussioni sull’attività ordinaria

LIVORNO. Ieri in ospedale a Livorno erano ricoverati 102 pazienti con il covid-19. E’ il numero più alto dall’inizio dell’epidemia. Ma qual è la soglia limite, ammesso che sia stata stabilita, di posti letto destinati a chi è contagiato? La domanda se la stanno ponendo, in queste ore, anche le organizzazioni sindacali che denunciano come, per Livorno, non sia stato comunicato dall’Asl il piano di riorganizzazione ospedaliera in funzione della crescente seconda ondata dell’epidemia. L’interrogativo nasce anche da un timore concreto. E cioè che, dal momento che la destinazione di nuovi posti per i pazienti covid avviene riducendo i posti delle medicine e delle chirurgie, l’allargarsi a dismisura dell’area covid si possa realizzare a scapito di altre aree di cura.

Non è un caso - denuncia Paolo Camelli (Uil) - che delle 9 sale operatorie (di cui una destinata all’emergenza) oggi a Livorno ne sono state ridotte tre. L’esempio, poi, di quanto sta succedendo al secondo padiglione è lampante. Qui il primo piano è diventato una sorta di intensiva per i pazienti covid, il secondo un’area di cure intermedie ed al terzo - che già era un reparto “grigio” dove venivano ricoverata malati in attesa del responso del tampone, oggi è interamente riempito da malati contagiati.


Non è escluso che nei prossimi giorni l’intero secondo padiglione possa diventare “total covid”. Anche se ci sono da superare alcuni problemi logistici: oggi il terreno è occupato da una parte di letti della medicina e da alcuni ambulatori dove accedono pazienti ordinari. Il sindacato Fials, di fronte a questi continui cambiamenti di assetto, ha chiesto all’azienda ed in particolare alla direzione ospedaliera, di conoscere il rapporto che invece “in altri ospedali viene regolarmente comunicato alle organizzazioni dei lavoratori”, spiegano. E domani e mercoledì, lo stesso Fials, organizzerà (dalle 12 alle 14,30) banchetti informativi fuori dagli ospedali di Cecina e Rosignano.

In base ad una ricostruzione di come è organizzato oggi l’ospedale di Livorno emerge che la concentrazione di posti letto covid è, per l’appunto, al secondo padiglione che ospita 72 posti letto dedicati (primo, secondo e terzo piano). Se a questi aggiungiamo i 22 posti di Malattie Infettive (il reparto guidato dal dottor Spartaco Sani) e i posti in terapia intensiva rossa (originariamente 8, portati a 12 nei giorni scorsi) emerge che l’ospedale con 102 pazienti covid ricoverati è praticamente al completo.

E’ chiaro che un po’ di ossigeno può arrivare dai posti letto aperti all’ospedale di Cecina (dove tuttavia è in atto un braccio di ferro fra sindaci e azienda perché l’apertura dei nuovi letti ha visto il drastico taglio dei posti in Medicina). Ed arriverà, altrettanto, dal via libera ad un nuovo reparto all’ospedale di Villamarina di Piombino. Ma è in una logica di area vasta che possono arrivare soluzioni più efficaci. Come la possibilità ce Lucca possa aprire ai malati covid il vecchio ospedale Campo di Marte-. Sembra che ci sia già l’okay del presidente Giani. Sarebbe una risposta per tutti quei pazienti dell’area Lucca, Massa e Carrara dove già gli ospedali sono al limite. —