Lo scooter che sbanda e lo schianto contro un albero: così è morta Claudia. In coma l'amico

Livorno, il tragico schianto intorno alle 22: l'impatto è stato violento. Fatale una distrazione oppure per un guasto al mezzo 

LIVORNO. Uno schianto a squarciare il silenzio di una città già in clima lockdown . Poi i lampeggianti. E le sirene della polizia e delle ambulanze. La corsa verso il pronto soccorso dell’ospedale e un corpo a terra, nascosto agli sguardi da un lenzuolo verde.

Erano da poco passate le 21.45 di domenica sera quando i poliziotti in servizio alla questura di viale Boccaccio hanno sentito il rumore del violento impatto. Subito è scattato l’allarme. In strada c’era uno scooter a terra e, poco distanti, due giovani distesi sull’asfalto privi di conoscenza. Un uomo e una donna. Sul posto sono arrivati i mezzi della Svs di Livorno con il medico a bordo e un altro della Croce Rossa e poi, la polizia municipale, che si occupa dei rilievi, e una pattuglia dei carabinieri.


L’uomo, un trentenne di Livorno di cui nella tarda serata di ieri non erano ancora state fornite le generalità, è stato trasportato al pronto soccorso in gravissime condizioni: era in coma. Lei è morta sul colpo. Si chiamava Claudia Ferrannini, aveva 28 anni, era originaria di Torino ma da qualche tempo stava a Livorno. Non è ancora certa l’esatta dinamica dei fatti. Gli agenti della polizia municipale hanno lavorato a lungo per ricostruire l’accaduto. Sembra che nell’incidente non siano stati direttamente coinvolti altri mezzi, ma che lo scooter abbia, per qualche motivo, sbandato.

Forse per una distrazione, oppure per un guasto al mezzo o perché il conducente ha inavvertitamente toccato il gradino presente al lato della strada. Non è neppure da escludere che il conducente dello scooter - non si sa se l’uomo o la donna - abbia perso il controllo a causa della manovra di un altro veicolo che poi ha proseguito. Possibile che lo scooter abbia concluso la sua corsa contro uno dei platani che costeggiano la strada. Per adesso sono tutte ipotesi: di certo c’è che l’impatto è stato violentissimo e che i due sono stati sbalzati sull’asfalto.

I rilievi della municipale iniziano qualche metro prima del punto esatto in cui è stato trovato il corpo della 28enne, di fronte alla questura, all’altezza della zona in cui il controviale imbocca su viale Boccaccio.

Mentre la polizia incanala le auto proprio sul controviale per non bloccare completamente il traffico su via Boccaccio, gli agenti della municipale osservano proprio quel gradino contro il quale potrebbe aver urtato il conducente del motorino.

Lo scooter si trova più avanti, col lato destro a terra e il manubrio in posizione contraria al senso di marcia. Accanto, a terra, il bauletto posteriore, finito al lato della carreggiata, aperto, poco distante dalla ruota anteriore del mezzo.

Un ragazzo che si è trovato a passare di lì poco dopo lo schianto è stato sentito dalla polizia municipale. Ha visto l’incidente e ha fermato la sua moto a bordo strada. «Li ho trovati così, non so cosa sia successo - diceva il giovane visibilmente scosso - stavo tornando a casa e ho visto lo scooter a terra, così mi sono fermato. Ma non so come sia andata. Non lo so. Mi dispiace».

Saranno le indagini successive ai rilievi a dare una risposta. A chiarire perché quel motorino sia finito sull’asfalto della corsia in direzione nord. Saranno le indagini a chiarire perché una giovane vita è stata spezzata in una notte silenziosa di inizio novembre.

Le ambulanze si allontanano nel buio, le luci dei lampeggianti si perdono in lontananza. La polizia si allontana da viale Boccaccio. Il traffico torna a scorrere sulla via. E mentre nella mente di chi c’era rimane il suono di quello schianto sordo, la città piange un’altra giovane vittima, una ragazza morta sulla strada.