Don Bosco piange la "suora youtuber" con Livorno nel cuore: «Persona esuberante, vivace e creativa»

Aveva 84 anni. Ha seguito generazioni e generazioni di ragazze livornesi sia all’istituto Maria Ausiliatrice e all’istituto Santo Spirito. Dopo una vita in oratorio, aveva aperto un blog, una pagina Facebook e un canale video

LIVORNO.  Si è spenta a La Spezia - pochi giorni dopo aver compiuto 84 anni - suor Bernardina Bertarelli: era una religiosa appartenente al mondo salesiano di don Bosco, ha seguito generazioni e generazioni di ragazze livornesi sia all’istituto Maria Ausiliatrice sia all’istituto Santo Spirito.

Se n’è andata all’improvviso, l’ha stroncata un malore mentre stava svolgendo il suo turno in portineria alla Casa ispettoriale spezzina: subito dopo aver recitato il rosario con le consorelle e aver postato su Facebook una preghiera a Maria Ausiliatrice. Già, perché suor Bernardina quando non aveva più la forza di andare a schiacciare sottorete giocando a pallavolo con le allieve era, diventata “suor Youtube” e aveva trasferito on-line la sua verve. Invece di andare in “pensione”, dopo una vita fra oratorio e sport già da tanti anni buoni si era buttata nel web: un blog e un profilo Facebook (più di 2100 amici e ancora adesso che era ottantaquattrenne metteva post quasi quotidianamente, l’ultimo come detto poco prima di morire); fin dal 2007 aveva aperto un canale Youtube (che ora conta più di 10 milioni di visualizzazioni, 840 video, quasi 10mila iscritti).


Come racconta il giornale on-line della diocesi ricordandone con affetto la figura «esuberante, vivace e creativa», la chiamavano «la birichina di don Bosco». Nel 2011, durante i due anni di impegno nella Pastorale giovanile all’isola d’Elba (Rio Marina), l’emittente tv La7 le aveva dedicato un reportage dal titolo “Una suora nella rete”: lei scherzosamente diceva che a 75 anni «nello spazio del web mi sento una regina», poi insisteva a spiegare che là dove si apre un luogo in cui sono presenti le persone «vado a fare la mia missione educativa che vorrei esplicare in pienezza». Proprio nello spirito di don Bosco nell’Ottocento di fronte agli effetti devastanti dell’industrializzazione sui ragazzi delle periferie di Torino.

Era originaria delle campagne di Ferrara, come penultima di dieci figli in «una famiglia di contadini all’ombra dell’Abbazia di Santa Maria di Pomposa», dice il sito internet diocesano. Ma fin da ragazzina la sua “casa” era stata soprattutto la Toscana: il padre muore durante il secondo conflitto mondiale e lei viene accolta in collegi laici per orfani di guerra prima a Volterra e poi a Colle Val d’Elsa, è a Pescia (Pistoia) che conosce le Figlie di Maria Ausiliatrice e, dopo l’abilitazione magistrale e un periodo di lavoro come impiegata, un primo periodo livornese sarà a Montecatini e a Firenze.

Ma Livorno era nel suo destino: è la città dove viene accolta per il postulato nel ’61 nel giorno della festa di don Bosco, è al Santo Spirito e poi all’Ausiliatrice di Colline accanto ai Salesiani che lavora come maestra e anima dell’oratorio. Un periodo da prof di educazione fisica le fa sperimentare l’importanza dello sport nel rapporto con le nuove generazioni: presto diventa la responsabile della Polisportiva Giovanile Salesiana (Pgs) prima a livello locale e poi su scala regionale. Nel corso dei vent’anni all’istituto di corso Mazzini mette in campo la sua energia pastorale – spiegano in curia – per una sfilza di iniziative cittadine che coinvolgono migliaia di ragazzi delle scuole cattoliche come il Carnevale, la Sgambata (con l’Agesc) e la Settimana dello Sport.

Tornerà poi a Montecatini come vicaria e delegata del Vides, poi sarà in varie realtà dell’ispettoria territoriale salesiana (incluso un periodo come “evangelizzatrice” informatica delle consorelle e una fase come prof di lingua italiana per ragazze straniere) fino all’arrivo otto anni fa a La Spezia. «Suor Bernardina era una donna aperta alle esigenze del mondo attuale, sensibile al bello, che riusciva a catturare sia con la cinepresa, sia con la macchina fotografica, alla continua ricerca di documentare il vissuto», queste le parole con cui la ricorda sul quotidiano web della diocesi la sua superiora Carla Castellino. «La Chiesa ha avuto tante diffidenze nei riguardi del web», raccontava suor Bernardina a La7: «Mi dicono cosa ci faccio su Youtube, c’è tanta porcheria. Ma sulla Bibbia c’è scritto: la vipera e l’agnello convivranno. Su Facebook è andata così: una consorella mi dice che è semplice, basta che io le chieda l’amicizia. Lo faccio e nel giro di due giorni ci sono 400 persone che la chiedono a me».

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