Scuola, 61 positivi al coronavirus e 900 in quarantena a Livorno. I risultati dei tamponi? Solo dopo 7 giorni

Criticità nella gestione dell’Asl: ritardi nelle comunicazioni dei contagi e mancanza degli attestati per tornare in aula. Ecco il punto della commissione comunale 

LIVORNO. «Siamo in difficoltà e i casi stanno aumentando in maniera esponenziale». Queste sono le parole di Alberto Del Forno del dipartimento di prevenzione dell’Asl durante la commissione consiliare Sars-Covid che ieri pomeriggio si è confrontata sul tema della scuola e della diffusione del virus. Una situazione che vede il dipartimento dell’azienda sanitaria allo stremo (perché gli addetti sono pochi) in un momento in cui in un solo giorno, come ieri, negli istituti ci sono stati 12 casi in più. E da qui derivano tutta una serie di criticità tra il mondo della scuola e delle famiglie. Con attese per la risposta del risultato dei tamponi che sono sulla media di una settimana. E che di conseguenza allungano poi anche i periodi di quarantena.

Nella commissione consiliare, presieduta da Cristina Lucetti (Pd) e fatta in modalità online, sono state invitate tutte le parti per trovare soluzioni alle tante questioni aperte su questo versante. Oltre ai consiglieri comunali e al dirigente del dipartimento Asl, hanno partecipato la vicesindaca con delega all’istruzione Libera Camici, medici, dirigenti degli istituti scolastici e il provveditore agli studi di Livorno Andrea Simonetti. In tutto, fino a giovedì, erano 56 le classi, di 20 scuole diverse, che sono state messe in quarantena per 900 persone, con 44 studenti e 5 professori che erano risultati positivi. Con i nuovi casi di ieri si passa a 61 contagiati.


Sono numerosi i punti di criticità negli istituti. E ad ogni passaggio si sommano ritardi. Prima di tutto nella realizzazione del test per capire se siamo di fronte a un caso di positività. Come ha evidenziato il pediatra Paolo Biasci, presidente nazionale del Fimp (Federazione italiana medici pediatri), «per alcuni miei casi sono ancora ad aspettare i risultati dei tamponi che sono stati richiesti lunedì». E le quarantene si allungano perché non è possibile fare in breve tempo il tampone e avere il responso, con cui si può tornare in aula, allo scadere dei 10 giorni (nel caso sia negativo). «Purtroppo - spiega Del Forno - il nostro ufficio è carente di personale e siamo presenti anche il sabato e la domenica. Il laboratorio di Livorno sta lavorando anche la notte ma non riesce a dare i referti in 24 ore». Poi è stata evidenziata un’altra criticità nella comunicazione ai dirigenti scolastici. Come ha spiegato anche Rossella Lupi, che lavora nei servizi educativi del Comune, « ci sono ritardi nella comunicazione della positività dei bambini del nido e nelle scuole d’infanzia. Ci siamo trovati a un caso in cui sono trascorsi due o tre giorni. Se non viene comunicata in tempi congrui si rischia una catena di contagi anche perché in questa fascia di età non vengono utilizzate mascherine e non si applica il distanziamento ». A volte, poi, è accaduto che l’attestazione della quarantena che serve poi per far rientrare gli studenti a scuola non viene fornita dall’Asl. E senza il documento non possono varcare l’ingresso dell’aula.

Un’altra difficoltà: i medici non possono rilasciare alcun certificato come viene invece chiesto spesso dalle scuole. «I pediatri - spiega Biasci - non possono attestare niente per il rientro». Così come i referenti Covid «non possono allontanare i ragazzi o i bambini per semplici mal di pancia o piccoli raffreddori».

«Indispensabile che il dipartimento di prevenzione venga potenziato così come la programmazione di tamponi», aggiunge Pasquale Cognetta, presidente della Fimmg di Livorno (Federazione dei medici di famiglia). —
 

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