Movida, il sindaco ai livornesi: "Questa è l'ultima chiamata, altrimenti misure più dure"

A sinistra il sindaco Luca Salvetti, a destra il prefetto Paolo D'Attilio (foto Silvestri)

Livorno: il sindaco illustra i punti informativi che verranno allestiti in Venezia nel weekend e, come anticipato dal Tirreno, la nuova organizzazione di via Cambini

LIVORNO. “In via Cambini abbiamo incontrato due giorni fa i commercianti e con una lettera si sono detti pronti a collaborare. Hanno coinvolto degli addetti che controlleranno la movida: lì si potrà stare (nei sei locali che ci sono) solo nei posti a sedere su prenotazione. Non si potrà sostare in piedi con bevande o altro. Si potrà passare nella strada, ma solo per raggiungere via Roma o via Marradi e per i residenti per andare a casa. Noi faremo dei controlli con la polizia municipale e tutte le forze dell’ordine".

Per il sindaco Luca Salvetti questa è l'ultima chiamata alla responsabilità dei livornesi. Lo dice durante una conferenza stampa in prefettura tenutasi all'indomani del Comitato per l'ordinanza e la sicurezza pubblica dopo i disordini avvenuti in Venezia e piazza Attias, i cui esiti sono stati anticipati dal Tirreno. Tema numero uno la sicurezza al tempo del coronavirus. "Per la Venezia organizzeremo dieci punti di controllo informativo e di sensibilizzazione - ha spiegato Salvetti - Chi arriverà lì dovrà capire che lì ci si sta solo con la mascherina, distanziati e secondo le regole imposte e indicate dagli enti sanitari. Questo avverrà venerdì e sabato prossimi. Si potranno distribuire le mascherine e fornire informazioni. Dentro ci saranno i controlli. Chi entra dovrà stare alle regole, altrimenti scattano le sanzioni. È un accordo condiviso col comitato, perché se si chiude una piazza la movida poi si sposta da un’altra parte. In mancanza di un decreto istitutivo del coprifuoco non si può secondo noi gestire una piazza, perché la gente che è fuori si sposterà altrove. In attesa di decisioni di questo tipo, di Governo o Regione, non si potrà fare altro. So che oggi Giani si incontrerà con i dirigenti sanitari. Noi aspetteremo le decisioni. Controlli e sanzioni devono marciare in equilibrio perché altrimenti rischiamo di creare ancora più problemi: me lo dicono gli esperti. Questa è l’ultima chiamata per i livornesi. Mi appello alla loro intelligenza, altrimenti il weekend dopo si sceglieranno misure più dure".

Dopo l'allarme lanciato al Tirreno dal primario di Malattie infettive, Spartaco Sani, il sindaco si è detto tranquillo: "Di fronte alla posizione del primario Sani ho chiesto che le scelte del sindaco vadano strutturate sulla base di un riscontro dell’Asl. Il giorno prima la direzione generale mi aveva presentato un quadro sotto controllo, seppur di grande preoccupazione. Poi ho letto l’intervento di Sani sul Tirreno e mi sono allarmato per capire quale fosse la realtà. Ho chiesto di nuovo lumi: l’Asl ha fatto un comunicato dicendo che Sani ha parlato a titolo personale. Il quadro rimane quello che mi hanno fatto il giorno prima, quindi ho ritenuto di continuare col progetto già illustrato".

Nella conferenza stampa, naturalmente, ha parlato anche il prefetto Paolo D'Attilio. Davanti ai giornalisti erano presenti anche il questore Lorenzo Suraci, il comandante provinciale dei carabinieri Massimiliano Sole, il suo omologo della guardia di finanza Gaetano Cutarelli e la comandante della polizia municipale, Annalisa Maritan. "Mi appello a genitori e ragazzi - ha spiegato il prefetto - Qui c’è bisogno della loro collaborazione. I controlli si devono fare con intelligenza e io faccio un plauso a tutte le forze dell’ordine, che hanno sempre affrontato bene le situazioni critiche. Zero multe? Io quando sono arrivato a Livorno ho chiesto che non si facessero gli sceriffi. Dobbiamo ringraziare le forze di polizia e anche in questa occasione tutte saranno presenti per garantire una movida tranquilla".

Poi ha chiuso il questore: "Abbiamo visto le difficoltà a cui siamo andati incontro e saremo presenti con un cospicuo numero di forze - ha concluso - Faremo prevenzione. Non siamo per reprimere nessuno. La situazione è delicata e difficile: quando abbiamo di fronte 3-4mila persone intervenire non è facile, bisogna fare attenzione".

 
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