Cosimi assessore regionale per una notte, poi arriva il veto del Pd

L'ex sindaco lanciato da Renzi per la delega alla Sanità, il sì di Giani. Poi nella notte tutto torna in ballo

LIVORNO. Dicono che a Firenze, sabato sera, Renzi abbia messo a segno la mossa del cavallo. Ovvero che sia riuscito a spostare Italia viva da un nebuloso anonimato nella costruzione del nuovo governo regionale ad un improvviso attivismo e protagonismo. E che Eugenio Giani, alla fine, dopo le decise rimostranze dei renziani per una scarsa valorizzazione di Iv a scapito della sinistra dem (risultati elettorali alla mano), si sia convinto ad assegnare a Renzi e ai suoi un assessorato di peso, quello della sanità. E che per la guida della sanità e salute toscana il nome proposto sia stato quello di Alessandro Cosimi.

Non è un segreto che il curriculum dell’ex sindaco livornese, medico oncologo già membro del consiglio superiore della Sanità, sia da alcuni giorni sulla scrivania del neogovernatore e che da 24ore la candidatura che fino a sabato mattina sembrava aver perso quota, sia tornata ieri clamorosamente alla ribalta. Si dice che Italia Viva abbia strappato a Giani anche la presidenza del consiglio, incarico per il quale sarebbe in corsa - anche se non entusiasta - l’ex assessora alla Salute Stefania Saccardi insieme a Stefano Scaramelli. Ma lo scenario, ieri sera, era dato in grande evoluzione. Con telefonate frenetiche, messaggi in codice e fuoco incrociato del Pd sulla delega a Italia Viva. Anche perché sulla Sanità è in atto una partita durissima con il Partito Democratico che non è affatto disposto a rinunciare ad una poltrona pesantissima (attorno alla sanità girano due terzi dell’intero bilancio della Regione) e che potrebbe di nuovo sparigliare le carte che fino a sabato notte sembravano ormai fisse sul tavolo.

La segretaria regionale Simona Bonafè è convinta che Iv debba avere un ruolo importante in giunta ma non accetta che finisca in tasca ai renziani proprio la Sanità. E non vuole neppure che sia assegnata a Iv la presidenza del consiglio che rivendica per il Pd. Ad oggi i nomi certi sarebbero quelli di Monia Monni, Alessandra Nardini, Leonardo Marras, Simone Bezzini per i democratici e Serena Spinelli per Scelta Civica ecologista. Se in quota Giani entra Stefano Baccelli, rimarrebbe un posto che si giocherebbero il piombinese Gianni Anselmi e il pratese Stefano Ciuoffo. Il Pd a Livorno resterebbe a bocca asciutta, come si vocifera ormai da tempo (sabato il segretario della federazione Simone Rossi ci ha annunciato le imminenti dimissioni, ndr), e si troverebbe - qualora la candidatura Cosimi si concretizzi - con l’ex segretario Ds, ex sindaco ed ex membro del Partito Democratico, a ricoprire un incarico prestigioso. Suonerebbe come una beffa, in via Donnini. Livorno verrebbe rappresentata da un esponente di Italia Viva che se n’è uscito, non senza polemiche, dalla casa dei Democratici. Anche ieri sera, a casa Cosimi, il telefono non è squillato. Oggi potrebbe essere il giorno della verità, sebbene da Firenze arrivino ancora notizie di uno scenario molto variabile.

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