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Tromba d'aria a Rosignano, il pino cade sull’auto mentre lei è al volante: «Attimi infiniti. Ho pensato che sarei morta»

Romina Colombini era in via Veneto quando la tempesta ha colpito Rosignano. Ecco come ricorda di quei drammatici momenti 

ROSIGNANO. La trama imprevedibile del destino ha lasciato la morte ad un centimetro di distanza. Proprio nella notte in cui la paura assume il suono sordo della grandine. E l’aspetto di muri a brandelli che diventano dardi scagliati dalla tempesta. Il ghiaccio cade del cielo ed è sempre più fitto. Tic toc tic toc. E il vento grida tutta la sua forza. Poi, all’improvviso, un rumore. Crash. È l’enorme pino che si schianta sul cofano, abbracciando con la sua chioma la piccola Renault nera. Se Romina Colombini avesse fermato l’auto qualche centimetro più avanti il tronco l’avrebbe travolta. E se la scheggia impazzita che si è conficcata nel parafango posteriore avesse preso una traiettoria leggermente diversa probabilmente avrebbe sfondato il vetro, continuando la sua corsa all’interno della macchina. Ma il destino (o il caso), sì sa, conosce ragioni che la mente non conosce. «C’era il temporale e veniva giù la grandine. Poi c’è stata una fortissima raffica di vento che ha fatto vibrare l’auto. I cocci la colpivano, il vetro posteriore si è rotto. Mi sono rannicchiata a riccio. Poi è venuto giù l’albero. Mi sono detta: qui, stasera, ci rimango». Romina venerdì sera era in via Veneto, a Rosignano, alla guida dell’auto che è stata colpita dal grosso pino sradicato dalla tromba d’aria. Adesso sta bene, ma la paura è stata tanta e la 24enne si sente «due volte miracolata». Ecco come la giovane ricorda quei terribili momenti.



«Sono uscita dal lavoro intorno alle 20. 10 e mi sono messa in macchina. C’era il temporale con grandine, lampi e fulmini. Avrei voluto fermarmi, ma non volevo rimanere sotto gli alberi, volevo raggiungere un posto libero». Ma non c’è stato tempo. La tromba d’aria l’ha investita in pieno. «Una fortissima raffica di vento sballottava la macchina e c’erano cocci che mi venivano addosso. Ho fermato l’auto lì, in mezzo alla strada e mi sono rannicchiata. È in quel momento che mi è venuto addosso il pino». Secondi che sembrano una vita. «Non ho trovato la forza di uscire. Ero immobilizzata. E poi continuava a volare roba. I cocci erano proiettili con una velocità impressionante. Tanto che è scoppiato il vetro di dietro perché è stato colpito da una tegola. Ho cominciato a sentire freddo». Romina ad un certo punto ha chiamato il 118 e suo fratello, «ma nel frattempo è arrivato un ragazzo. Era in una delle altre auto rimaste bloccate, mi ha aperto lo sportello e mi ha aiutata ad uscire. Non l’avrei mai fatto da sola: avevo paura a mettere il naso fuori dalla macchina».

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Una volta fuori, Romina si è trovata di fronte uno scenario desolante, inaspettato: è la devastazione lasciata dietro di sé della tromba d’aria. Un’atmosfera quasi «da guerra - racconta Romina - Fuori c’era la tabula rasa. Alberi caduti, cocci ovunque e poi, in lontananza, i fasci di luce provenienti dalle torce dei soccorritori. Era uno scenario surreale». Con l’arrivo delle numerose ambulanze accorse in zona, venerdì sera Romina è stata prelevata e trasportata al pronto soccorso di Cecina per accertamenti. Qualche dolore, ma soprattutto tanta paura. «Sto bene – dice – ho avuto solo un colpo di frusta. Mi rendo conto che è andata bene. Sono una miracolata». Romina dice che a separare la sua casa delle Morelline dal posto di lavoro, un negozio di alimentari, ci sono solo pochi chilometri. «Di solito ci metto qualche minuto a percorrere quel tragitto». Ma venerdì sera il destino ha tracciato un disegno diverso dal solito, imprevedibile. «Credo di essere stata in quell’auto nella tempesta una decina di minuti. Ma a me è sembrata davvero una vita».

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