Gazzetti finisce ultimo in lista ma il posto può essere strategico

Gazzetti, Benifei, Burgalassi e Anselmi

Il Pd formalizza l’elenco dei candidati: nel testa a testa tra il giornalista tv e Gianni Anselmi salta l’accordo livornese del 2019 e la spunta la 27enne nipote di Garibaldo Benifei  

Federica Benifei, classe 1993, ostetrica, nipote dei partigiani Garibaldo e Osmana, sarà la capolista del Partito Democratico in provincia di Livorno alle elezioni regionali del 20 e 21 settembre.

La decisione, maturata al termine di una complessa direzione dem al Tuscany Hall di Firenze dove venerdì notte sono state composte le liste del partito, rappresenta una svolta imprevista: sembrava scontata infatti la scelta, come primo nome dell’elenco sulla scheda elettorale, di Francesco Gazzetti, giornalista, consigliere regionale uscente.


Gazzetti apparirà invece all’ultimo posto. «Mi è sembrato giusto, da consigliere che si ricandida, lasciare tutto lo spazio possibile agli altri e lavorare per guadagnarmi la riconferma non solo in base a posizionamenti di lista ma impegnandomi, anche dal gradino più basso», commenta lui. «Per me non è importante la collocazione, ma appartenere a una comunità politica».

In realtà va notato che l’ultimo posto - in mancanza del primo - è probabilmente quello più interessante dal punto di vista strategico, considerando che la preferenza si esprime con una ics accanto al nome del candidato (e il primo e l’ultimo nome spiccano sicuramente di più): non a caso ad Arezzo anche l’assessore uscente Vincenzo Ceccarelli comparirà ultimo della lista, così come a Pisa Antonio Mazzeo, responsabile Organizzazione del Pd della Toscana.

Gazzetti, nel suo stile, evita qualunque polemica e spiega così il suo passo indietro: «È un gesto che ho voluto per portare equilibrio alla composizione delle liste non giocando per l’io ma per il noi. Livorno ha comunque raggiunto un obiettivo: la capolistatura. Federica Benifei è una ragazza giovane e capace, come tutti i candidati della Federazione di Livorno, a partire da Lia Burgalassi. Sono felice di aver contribuito che sui primi tre posti ci fossero due donne della Federazione livornese».

Ma il malumore che si respira in via Donnini emerge dalle parole di Simone Rossi, segretario federale del Pd livornese: «Io nel 2019, quel venerdì notte a Livorno ero lì, come il giorno successivo alle 14.30 sempre a Livorno in Federazione. Eravamo in diversi. Oggi in un momento molto complesso, in una giornata complicata, direi kafkiana, ho visto e toccato con mano, ancora una volta, la generosità e il senso di appartenenza e di responsabilità di Francesco Gazzetti».

Cosa successe nella primavera 2019? Rossi si riferisce all’assemblea del partito a Livorno che doveva decidere sulla candidatura a sindaco: in lizza c’erano due nomi, quello di Luca Salvetti e quello di Gazzetti. Il rischio di una spaccatura pareva imminente e l’assemblea fu sospesa. Col supporto fondamentale di Giorgio Kutufà - che mai come in queste ore è mancato al mondo dem labronico - il consesso fu aggiornato al giorno successivo quando alla presenza della segreteria regionale venne costruita un’intesa che evitò una rottura che avrebbe potuto portare alla creazione di una lista civica alternativa al Pd e alla sconfitta del centronistra: il partito al contrario si unì intorno alla candidatura di Salvetti e contemporaneamente alla valorizzazione della figura e dell’attività politica di Gazzetti riconoscendogli la sua capacità di sacrificarsi per il bene del partito.

Cosa significava valorizzazione? Una ricandidatura alle regionali nel ruolo di capolista, una sorta di garanzia alla rielezione. Ma quel patto tra gentiluomini venerdì notte al Tuscany Hall è saltato in aria. Il motivo è legato alla complicatissima gestione di equilibri (leggasi posti) tra le correnti interne al partito, che ad un certo momento sembrava poter favorire nel collegio livornese il sorpasso in cima alla lista da parte dell’ascaniano Gianni Anselmi, ex sindaco di Piombino e consigliere regionale uscente (eletto come Gazzetti nella circoscrizione livornese, Anselmi con 11.709 voti, Gazzetti con 10.446).

Una scelta che però sarebbe andata in contrasto profondo con la richiesta unanime del Pd livornese di valorizzare l’esperienza politica di Gazzetti. E che allo stesso tempo avrebbe ignorato i risultati delle ultime amministrative, che hanno visto il centrosinistra tornare a vincere a Livorno (e perdere invece a Piombino). Dopo lunga contesa l’impasse è stata sbloccata dalla decisione di Gazzetti di proporre una donna capolista, lasciando Anselmi secondo e mettendosi nel vagone di coda. —
 

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