Dopo 50 giorni non è cambiato nulla: Barriera Margherita è ancora chiusa a biciclette e pedoni - Video

Il 12 giugno la chiusura del monumento lato mare per il rischio stabilità del baluardo a causa di una crepa. E ora le transenne sono un parcheggio per le due ruote. L’assessora Viviani: «Non abbiamo dimenticato il problema...»  

LIVORNO. Barriera Margherita, lato mare, domenica 2 agosto. Due biciclette sono parcheggiate all’ombra, a pochi passi dall’Accademia Navale: legate, una accanto all’altra, lungo una delle transenne che delimitano l’area vietata al transito a pedoni e due ruote per «il rischio stabilità» di una delle volte del monumento. Cinquanta giorni dopo il nostro primo viaggio nel baluardo incerottato, annerito, appassito – era il 14 giugno scorso – è questo il simbolo di un problema ancora irrisolto, nonostante le promesse dell’amministrazione. «Metteremo un ponteggio all’interno della cupola e riapriremo il transito al più presto», annunciava il giorno seguente l’assessora all’urbanistica e al decoro urbano Silvia Viviani.

Livorno, Barriera Margherita ancora chiusa a ciclisti e pedoni: dopo 50 giorni non è cambiato nulla



Al contrario, a un mese e mezzo di distanza, invece di una soluzione pubblica, per il bene pubblico, i livornesi, abituati a ingegnarsi, hanno visto bene, non potendo toglierle, di usare quelle stesse transenne come fossero una rastrelliera. Ironia e pragmatismo a parte, basta restare qualche minuto nei pressi del fagiolo, la rotatoria tra il viale Italia e viale Nazario Sauro, per capire due cose: 1. Il rischio sicurezza resta alto. 2. Per chi arriva in città, uscendo a Livorno nord e vuole andare al mare, si trova davanti un monumento transennato, non certo una bella immagine di benvenuto.



Partiamo dalla sicurezza. Ciclisti e pedoni che arrivano da nord e da sud, infatti, giunti a Barriera Margherita sono costretti ad abbandonare la pista ciclabile, fare una curva stretta, scendere (e poi salire) da due pedane in legno, e percorrere una quarantina di metri lungo il marciapiede che delimita la stessa rotatoria, passando così a pochi centimetri da auto e scooter. Per quello che riguarda invece l’estetica, come spiega la stessa assessora, è necessario un intervento complessivo sui due baluardi per riportarli ad essere quello che meritano: due tesori della città.

Barriera Margherita, il brutto e pericoloso biglietto da visita del lungomare di Livorno



LA DENUNCIA

È la mattina di venerdì 12 giugno quando un passante, alzando lo sguardo, nota una ferita lungo il soffitto che nessuno aveva mai visto prima. Chiamata ai vigili del fuoco, sopralluogo di esperti di statica e protezione civile. Risultato? Nel pomeriggio stesso, la decisione di recintare la struttura in via precauzionale. «Non c’è un imminente rischio di crolli – hanno scritto i vigili del fuoco nella relazione inviata alla Soprintendenza di Pisa che deve vigilare sulla struttura –, ma la situazione è delicata e va monitorata». E ovviamente è bastata questa diagnosi per correre ai ripari e non mettere a rischio la sicurezza dei passanti. Sulle cause del cedimento pochi dubbi: le infiltrazioni di acqua e l’incuria delle precedenti amministrazioni, hanno evidentemente minato la stabilità della struttura facendola cadere nel degrado. Pietre annerite, guamo ovunque e ruggine sono le ferite si vedono, anche nel baluardo lato terra. Entrambi, un tempo, stazioni del tram.



COME E QUANDO INTERVENIRE

È ovvio che probabilmente – speriamo tutti che sia il contrario – le transenne non saranno tolte né oggi né domani: servirà ancora tempo. Ma è necessario che l’amministrazione dia qualche certezza in più sui tempi di intervento. Almeno per quello che riguarda la riapertura di quel tratto di lungomare. Una risposta, in primis, per la sicurezza. Poi speriamo tutti di rivedere i due baluardi belli come in certe foto in bianco e nero.

LA REPLICA DELL'ASSESSORA

SILVIA VIVIANI (URBANISTICA)

A distanza di un mese e mezzo dall’annuncio (non ancora realizzato) della riapertura al transito di Barriera Margherita, l’assessora all’urbanistica e al decoro urbano Silvia Viviani spiega: «Non ci siamo scordati della Barriera, ripristineremo al più presto per l’ordinarietà del libero passaggio». Su tempi e modalità, però, l’assessora stavolta non fa promesse, anche perché evidentemente l’ipotesi di realizzare un ponteggio per evitare il rischio crolli è stato più difficile del previsto. Anche perché, in questo caso, è necessario coordinare tre diverse amministrazioni: quella comunale, l’Accademia su cui insiste parte del monumento e la Soprintendenza di Pisa che ha il compito di vigilare. Ecco perché l’assessora si spinge un po’più avanti cercando di guardare oltre la chiusura del tratto al passaggio di pedoni e biciclette.

«Fatto l’intervento – va avanti – inizieremo la progettazione a cui seguirà la realizzazione di azioni strutturali, con i tempi necessari all’impegno delle risorse e per il coordinamento dei diversi interventi che interessano l’area, dal restauro del monumento alla messa in sicurezza idraulica». Ma anche la pulizia delle pietre annerite dal tempo e dall’incuria. «L’idea che abbiamo per il futuro di questi tesori – spiegava Viviani a metà giugno – è che diventino il biglietto da visita della città proprio attraverso una pulizia completa e un vero e proprio restauro urbano. Magari coinvolgendo le associazioni che fanno street art con opere di identificazione nei vari quartieri».