Migranti in fuga dalla nave in porto, i soccorritori: «Così abbiamo recuperato i cinque naufraghi» - Video

Si tratta di quattro sudanesi e di un cittadino egiziano. Dopo una notte in ospedale sono stati affidati all’ufficio immigrazione. Ora via alle pratiche di rimpatrio

LIVORNO. «Ora vengano a pigliatti, stai calmo». E poi: «Guarda, poveraccio è tutto legato non ce la fa più, ma perché non si può tirare su con la corda?». Sono attimi di apprensione quelli che vengono ripresi nel video pubblicato su www.iltirreno.it e che raccontano il salvataggio di uno dei cinque migranti che nella serata di venerdì 31 luglio sono stati protagonisti di un movimentato episodio nel porto di Livorno mentre stavano cercando di arrivare sulla terra ferma dopo essersi gettati in acqua dalla nave “Maria Grazia Onorato”, flotta Moby, ormeggiata in Darsena e arrivata in mattinata da Napoli, dopo aver fatto scalo prima a Malta e poi a Catania.

Livorno, il migrante in fuga dalla nave salvato in porto

I cinque migranti, uno dei quali non sapeva nuotare, nel giro di un’ora dall’allarme lanciato dall’equipaggio della nave Ro-ro lunga oltre duecento metri, sono stati tutti salvati e trasferiti all’ospedale, nel reparto Covid. L’ultimo, infatti, è stato trovato dopo mezzanotte mentre cercava di nascondersi all’interno del porto. «Le loro condizioni – spiegano – sono buone e dopo una notte trascorsa in osservazione sono stati dimessi senza alcuna conseguenza». Al loro salvataggio hanno lavorato i sommozzatori dei vigili del fuoco, gli agenti della polmare e i militari della guardia costiera. Gli stessi che adesso stanno indagando per risalire all’identità dei cinque e soprattutto alla ricostruzione del loro viaggio della speranza che li ha portati fino a Livorno. Proprio risalire alla rispettive nazionalità è stato il primo passo dell’indagine.

«Si tratta – spiegano gli investigatori – di quattro cittadini sudanesi e di un egiziano. Nessuno di loro – aggiungono – aveva con sé i documenti e dunque è complicato verificare la veridicità delle pochissime dichiarazioni che hanno rilasciato». Possibile – ma si tratta di una supposizione – che i cinque siano arrivati a Malta a bordo di un barcone della speranza e che successivamente si siano nascosti a bordo della nave e più precisamente all’interno di un rimorchio di un tir. Tre di loro – forse per evitare il rimpatrio – hanno raccontato agli investigatori di essere minorenni, ma da una prima verifica si tratterebbe di cinque ragazzi sulla ventina.
Al momento sono stati presi in carico dall’ufficio immigrazione della questura che ha provveduto al fotosegnalamento e all’avvio delle pratiche per il rimpatrio nei rispettivi paesi di origine. Un iter che però non è così scontato. «Alcuni di loro – confermano gli investigatori – potrebbero chiedere lo status di rifugiato politico». Una richiesta che potrebbe allungare l’iter e cambiare il futuro di tutti o parte dei migranti salvati l’altra sera in porto.

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