Assalto con kalashnikov al portavalori Rubano i soldi delle pensioni alle poste

Mascherina e cappellino, minacciano le guardie e si fanno consegnare 100.000 euro. Una sotto choc finisce in ospedale

LIVORNO

Si svolge tutto in neppure 20 secondi.


Il furgone blindato della Mondialpol sta percorrendo via Settembrini. E’ diretto all’ufficio postale n.11 della Rosa, Ardenza, al civico 31. E’ giorno di paga delle pensioni.

Il tragitto è quello di sempre. Dentro al portavalori ci sono due guardie di sicurezza esperte e preparate. Imboccano via Cuoco, la strada che conduce sul lato posteriore dell’area commerciale dove oltre alle poste c’è un supermercato Coop, la farmacia ed alcuni negozi. Dal retro devono scaricare in ufficio un sacco con 100.000 euro.

Sono le 7,20. La strada è praticamente deserta.

Ad aspettare il furgone, parcheggiata, c’è un’auto fuoristrada di colore verde. Due uomini escono rapidamente dall’abitacolo e si dirigono verso il blindato della Mondialpol. Hanno una mascherina chirurgica sul volto ed un cappellino tipo baseball. Uno impugna una pistola, l’altro un fucile automatico.

L’azione è rapidissima. I banditi puntano le armi contro le due guardie. «Zitti o spariamo», dicono con accento spagnolo. Sotto la minaccia di un kalashnikov e di un revolver, i due uomini non oppongono resistenza mentre i rapinatori si fanno consegnare il sacco con le banconote. Non gli sfilano neppure le armi di ordinanza. Entrano in auto, tenendo sempre sotto tiro le guardie, è scappano a bordo di un suv Toyota Rav verde. E’ un lampo.

Quando gli uomini della Mondialpol danno l’allarme, all’arrivo delle pattuglie della polizia, dei banditi non c’è più traccia. Le vie di fuga, qui, sono piuttosto facili e proiettano da un lato su via di Popogna, che si innesta sulla vecchia Aurelia, dall’altro consentono un’uscita ad est, verso la variante. Anche se sembra che i banditi abbiano scelto via Romagnosi per dirigersi a sud.

Scatta il piano antirapina. Si allestiscono posti di blocco e partono le ricerche. Intanto alla Rosa arriva anche un’ambulanza della Misericordia di Antignano perché una delle due guardie, di 54 anni, è sotto choc ed ha bisogno di cure. Viene trasportato al pronto soccorso per accertamenti. Gli agenti delle volanti, guidati dal commissario Claudio Cappelli, cominciano ad ascoltare il racconto del collega.

Ogni parola e descrizione, da parte degli agenti della Mondialpol, potrà essere determinante per tracciare un identikit dei malviventi. L’ipotesi che possa trattarsi di una banda di professionisti e che, con i due, possa esserci stato un terzo uomo, non è da escludere.

Come non è da escludere che i banditi si siano serviti di un fuoristrada rubato per il colpo, per poi abbandonarlo da qualche parte.

Il colpo è stato studiato nel dettaglio. Tra l’altro si può ipotizzare che la banda abbia pianificato l’assalto ritenendo che nel giorno di paga delle pensioni agli uffici postali il furgone portavalori potesse essere caricato con più soldi.

Ieri l’ufficio postale della Rosa non è rimasto chiuso ed ha continuato a lavorare con una fila di clienti che entravano, scaglionati, nel rispetto delle misure di sicurezza anticovid.

Ieri mattina alla Rosa in tanti parlavano di questo episodio. Che fortunatamente non ha registrato feriti, ma che nella dinamica e la violenza dell’azione, preoccupa non poco. Ci sono precedenti nel Paese di bande di criminali sudamericani che si spostano dal Nord Italia per assaltare portavalori.

In zona sono stati ascoltati anche alcuni residenti, soprattutto dei palazzi che si affacciano sulla strada e nell’area retrostante l’ufficio postale dove si è verificata la rapina.

Del caso, dopo il primo intervento delle volanti, se ne sta occupando la squadra mobile diretta dalla dottoressa Valentina Crispi.

La questura ricorda ai cittadini l’importanza, in casi come questi, di contattare quanto prima la centrale operativa del 113. Ogni secondo guadagnato - dicono dalla polizia, potrebbe essere prezioso per identificare i criminali.

Di cui al momento non c’è traccia. —