Il distretto taglia i servizi sanitari e i cittadini si lamentano: «Nessuno ci ha avvisati...»

Appuntamenti, esenzioni, cambio medico: ora si fa tutto al settimo padiglione. Ma all’edificio di Fiorentina arrivano decine di persone all’oscuro della novità

LIVORNO. Sono le 9,30 di una normale mattina di luglio. Al distretto sanitario di Fiorentina, a prima vista, sembra registrarsi il consueto traffico in entrata ed uscita di chi ha bisogno o ha appena fruito di un servizio. Ma non è così. A testimoniarlo, un foglio affisso alla vetrata - datato martedì 7 - in cui si avvisano i cittadini che tutte le prestazioni Cup sono state spostate al settimo padiglione, con orario di sportello dalle 13,30 alle 17, e non si effettuano quindi prestazioni di anagrafe sanitaria, appuntamenti per visite specialistiche, esenzioni, cambio medico ed altro.

Ancora prima del nostro arrivo, non pochi utenti sono stati costretti a tornare indietro. Tanta la delusione manifestata dalle persone che, per evadere operazioni alle quali da anni erano abituate, erano convinte di trovare il riferimento aperto. E solo la gentilezza di due infermiere disposte all’ingresso, che come un disco hanno ripetuto il solito discorso regalando anche un sorriso ai più nervosi, ha impedito che alcuni dessero in escandescenze. Una lista stampata e prontamente consultabile con su scritti i nomi di coloro con un appuntamento già fissato e il conseguente semaforo verde all’arrivo di ciascuno di essi, diviso in elenchi che giustificano il motivo dell’ingresso.


Da un prelievo normale, a quello per la donna in stato interessante, alla oculistica. Tutto chiuso, per prenotazioni si può andare al settimo (13,30/17) oppure in via Impastato (12,30/16) dove è anche possibile decidere il posto dove fare il prelievo o una visita. Oppure, chiamando lo 0586223333. In alternativa, dalle 7,10 fino alle 11, al settimo padiglione si può andare tutte le mattine per un prelievo sperando di rientrare tra i 350 esami ematici che l’Asl garantisce ogni giorno in quei locali. C’è chi, risentito, racconta che prova a fare il numero e quando va bene, dopo aver seguito la voce guida, viene invitato a riprovare perché il traffico telefonico è elevato. «È più facile fare un terno», dice un signore mentre torna mesto verso la sua auto, aggiungendo che ci deve essere qualche problema che ai cittadini sfugge «perché non è possibile provare 50 volte e non riuscire a parlare mai con nessuno».

Dopo, ecco una ragazza filippina venuta per cambiare medico e un signore che vuole sapere come fare per il certificato di esenzione scaduto a marzo. «Per via del Covid c’è la proroga fino al 31 ottobre, quindi vada sereno, è sempre buono», gli risponde il personale sanitario del distretto sanitario di Fiorentina. Ma ci sono anche quei cittadini che, non conoscendo la “novità” , hanno sprecato inutilmente del tempo. Come Renzo Mersoli, 80 anni e una salute che non è più quella di prima a causa di alcuni problemi cardiaci.

«Prima ero uno scoiattolo, ora ho fatto fatica anche per salire la rampa. Mentre camminavo, speravo ci fosse anche qualche sedia disponibile per noi anziani. Devo fare prelievi ematici continui, per accertare che certi parametri siano nella norma. Al massimo ogni 15 giorni ne ho bisogno, meglio però una volta a settimana. A questo punto, non andrò più a fare giri ed attese. Vado da un privato e fino a che potrò permettermelo, farò così. Dopo, amen. Qui per me sarebbe comodo perché trovo parcheggio, ma vedo che qui le cose le vogliono complicare troppo», commenta seccato.

Stefania Rabuzzi, si era presentata per prenotare un esame al marito. «Serve una radiografia. Per telefono, mi hanno detto che c’è posto per luglio 2021, roba improponibile. Perché di mezzo c’è un tumore - spiega la donna - siamo usciti dai 5 anni del controllo diretto Asl e l’esame va fatto tramite il nostro medico curante. Ho il certificato per provare a evadere l’operazione entro 60 giorni. Andrò velocemente al settimo sperando vada meglio».  Piero Bellini è in compagnia della moglie. «Volevo un appuntamento per l’esame del sangue. Ora, mi smistano altrove. Non pensano che siamo in molti ad avere una certa età e queste novità ci spiazzano mettendoci in imbarazzo. Siamo abituati a un posto - racconta Bellini - a sapere dove si trova lo sportello che serve e magari, ormai si conosce anche chi è dall’altra parte del vetro». Chiude, Marco Martelli. «Tutte le settimane devo levarmi il sangue. Domani - oggi per chi legge, nda- faccio l’ultimo prelievo di quelli che erano già prenotati. Ero venuto, per cominciare a prendere altri appuntamenti ed avere quindi già pronta una calendarizzazione. Andrò al settimo - dice sconsolato - seguendo le istruzioni che mi hanno dato. Ma dovevano avvertire la gente per tempo. Non si fa così».