A nome di tutti un grande “grazie” a medici, infermieri, Oss e volontari

Il Tirreno distribuito gratis all’ospedale grazie alla collaborazione con Primavera d’Impresa Un gesto di riconoscenza nei riguardi di chi nella lotta al coronavirus è stato al fianco della gente 

LIVORNO.

Si sono stufati di esser chiamati eroi adesso che c’è da stare nella trincea del lotta contro il coronavirus, e poi magari ritrovarsi sotto la scure dei tagli così com’è stato per tutti questi lunghi anni. Medici, infermieri, operatori e volontari hanno guardato di buon occhio l’omaggio che è stato tributato loro dal Tirreno in collaborazione con “Primavera d’impresa”: tremila copie sono state distribuite gratuitamente all’ospedale di Livorno grazie anche all’aiuto dal punto di vista operativo offerto dall’edicola di Yuri Lemmi che ha potuto contare sull’apporto del figlio Alessio e dell’amico Ryan Meliani.


Un numero speciale con il nostro inserto mensile dedicato alla sanità: sono gli uomini e le donne che in questo periodo così complicato per tutti noi abbiamo sentito vicini, in prima linea al fianco di ciascuno di noi alle prese con la minaccia di un nemico tanto invisibile quanto sconosciuto.

Se Livorno è una delle realtà del Centro nord dove meno forte è stato l’impatto del Covid-19, lo si deve allo sforzo straordinario che queste persone hanno saputo mettere in campo nel momento più difficile per tutti.

Il Tirreno, al di fuori di ogni retorica, ha provato ancora una voce a farsi voce della nostra città, della nostra comunità: stavolta per dire a medici, infermieri, operatori e volontari un “grazie” di cuore a nome di tutti. L’abbiamo fatto nelle scorse settimane con la maxi-foto dei sanitari a tutta pagina all’ospedale, l’abbiamo fatto ieri varcando la porta dell’ospedale per consegnare Il Tirreno in regalo.

Del resto, abbiamo dato conto di quanto sia stata incredibile e affettuosa la solidarietà e la vicinanza che i livornesi hanno voluto manifestare nei riguardi del proprio sistema sanitario: Il Tirreno ha già riportato nome per nome le donazioni che in questi mesi di lockdown per l’emergenza coronavirus hanno coinvolto singoli cittadini così come enti ma anche imprese e associazioni.

Nelle 24 pagine speciali del nostro inserto abbiamo raccontato cos’è stata questa lotta per difendere dai rischi di contagio soprattutto i più fragili: gli anziani. Abbiamo messo nero su bianco i problemi ma anche la capacità di reggere il passo nella battaglia più complicata: inutile dirlo, nessuno ci avrebbe scommesso un soldo, eppure la nostra sanità, pur con tutte le vicissitudini di cui quotidianamente riferiamo ai lettori, ha retto il colpo e anzi - grazie agli sforzi di digilitalizzazione, grazie al fiore all’occhiello di reparti all’avanguardia ma anche all’abnegazione degli avamposti più remoti, grazie all’impulso dato alla telemedicina e, diciamola tutta, grazie al lavoro di migliaia di uomini e donne della sanità – hanno dimostrato di poter stare non solo in prima linea nella lotta contro il Covid-19 ma guadagnarsi la possibilità di mostrarsi come volano di sviluppo. Già, perché come avrebbe detto Bob Kennedy in un celebre discorso all’università del Kansas, «il Pil misura tutto ma non ciò che rende degna la vita di essere vissuta». —