Filippo si diploma coi suoi disegni, ispirato dai cani di salvataggio

Filippo all’ingresso della scuola con il suo cane Teresa che lo accompagna anche in classe (Foto Daniele Marzi)

Grande soddisfazione per il ragazzo autistico. I genitori, i prof e l’amico Enrico fanno il tifo per lui

LIVORNO.  Tra i protagonisti della maturità anno 2020, c’è senza dubbi lui. Si chiama Filippo De Martino, è un ragazzo vivace, sportivo, con l’animo gentile e un brillante talento d’artista. Per questo ha deciso di frequentare il liceo artistico Vespucci - Colombo. Filippo è autistico; possiede un coraggio e una voglia di farcela che lo pone sul livello di coloro che si meritano il meglio. Per quest’esame si è preparato moltissimo, affrontando le numerose prove, anche molto complicate, che il programma di studio gli ha posto sul cammino. E non si è mai tirato indietro, anzi, in certe circostanze ha primeggiato, senza alcuna paura. Assieme a lui, nervoso mentre sulla soglia attende di entrare, ci sono i suoi genitori, il padre Michele ela mammaIsabella Pagnini, con l’amico Enrico, anche lui autistico, che pur avendo già superato la prova alcuni giorni fa, non è voluto mancare a sostenere il compagno. Poi i maestri della scuola italiana Cani di Salvataggio (Sics), che lo hanno seguito negli ultimi tempi, e conquistato a tal punto che Filippo ha pensato di impostare la sua tesina proprio su questo argomento.

«Un progetto partito tre anni fa - spiega la docente (e istruttrice dell'unità cinofila) Fiorella Lorenzetti - di inclusione nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro. Otto incontri a stagione, ciascuno di quattro ore. In pratica un mini corso, sulla base di quello che fanno le unità cinofile in fase di addestramento. E vi partecipano tanto gli studenti senza difficoltà quanto le fasce più fragili. Lui ed Enrico hanno partecipato fin dall’inizio, continuando con tenacia l'intero percorso. Alla fine hanno ricevuto l’attestato di aiuto bagnini. Filippo è stato particolarmente interessato al rapporto coi cani, al nuoto e alla voga. Un progetto che prevede attività in piscina, in mare, a terra, studiando le manovre di primo soccorso primo per casi d'annegamento. Sì è dimostrato abile a capace, in acqua sopratutto. Cose belle».


Alle 8 e 40 precise, il giovane viene chiamato in classe, davanti alla commissione formata da membri interni e presidente esterno. Con lui entra la madre, e anche Teresa, uno dei cani da salvamento, che prima lo accompagna fino al banco, poi esce e si ferma sul portone dell’istituto aspettando che il suo amico ritorni. Qui sostano Barbara Bonaccorsi e Riccardo Falaschi, due altri maestri. «Sono certo che saprà farsi valere - dice Falaschi-. È stato eccezionale, in acqua bravissimo. Sempre comunicativo, e ci ha regalato un sacco di soddisfazioni nelle cose che ha fatto». Il tempo trascorre, nel cielo splende un sole bellissimo. Michele, il padre del maturando, cammina speranzoso. «Un ragazzo buono - racconta - tranquillo socievole; caratteristica importante visto le problematiche che ha. Il classico bimbo dolce. Ha studiato e non si è risparmiato nei progetti fatti in questi anni. Speriamo che riesca ad esprimere tutto quello che ha imparato fino ad oggi. Da babbo, ovviamente, sono emozionato». Scopriamo che ama fare sport, che ha vissuto il lockdown con un po’ di fatica, specie il pomeriggio quando doveva soffocare il bisogno di fare una passeggiata, di muoversi. Più sereno la mattina, occupato con una didattica a distanza, presa davvero sul serio. L'orologio corre, ma di Filippo non si hanno notizie. Tutti lo immaginano seduto al banco, mentre discute coi professori disposti di fronte, a ferro di cavallo. «Sta incentrando l’interrogazione sull'esperienza che ha avuto con noi - sottolinea Lorenzetti - . È stato colpito da quello che ha vissuto, realizzando disegni particolarissimi, con una mano felice. Uno di questi ha addirittura partecipato a un concorso, con esiti che ancora non conosciamo». I suoi quadri non lasciano indifferenti: un tratto preciso, e colori che non si dimenticano.

Le sue ispirazioni sono chiarissime, ma lo sviluppo, la linea, e il tocco assolutamente personali. Ci siamo: Filippo ha finito, ed eccolo mentre felice saluta i nonni e coloro che lo stanno aspettando. Sono trascorsi più di quaranta minuti. Con lui ci sono le insegnanti di sostegno, Felicia Sica, Roberta Piscopia, Manuela Silveri e Cristina Cicalese, che insieme a Cecilia Pietrasanta, lo hanno seguito lungo l’itinerario scolastico. «Gli hanno fatto raccontare i suoi disegni - spiega la mamma, Isabella Pagnini, visibilmente emozionata -: da cosa partono, e come riproduce l’immagine. Sanno che deve essere supportato, ma anche che sa delineare bene tutti i particolari. I professori hanno capito ed evidenziato quale fosse l'impronta, riconoscendo le caratteristiche del suo stile. È stato lui stesso a parlarne, a raccontare i lavori, le creazioni: e il logo, che ha ideato personalmente. Ha una grande passione per l’arte, e tanta fantasia. Per l’esito si dovrà attendere, ma con una buona partenza, e questa prova, siamo fiduciosi». Applausi, foto di rito, sorrisi e tanta felicità. Qualcuno tra i presenti indossa magliette raffiguranti alcune opere marchiate col suo brand. Filippo sa di aver fatto il suo dovere: l’obiettivo adesso è recuperare l’Ipod, e ascoltare un po’ di musica rilassante. C’è giusto il tempo per rubargli una battuta. «Mi hanno chiesto tante cose - dice -: sono stato bravo, è andata bene. Adesso scusate, ma non vedo l’ora di andare al mare». E vai ragazzo, te lo sei guadagnato.