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In 20 alla messa, arrivano i carabinieri: rischio maxi multa dopo il blitz

Don Matteo (a sinistra) con il viceparroco Alessandro Merlino

Livorno: 13 fedeli rischiano la maxi-multa. Don Alessandro Merlino è tranquillo: «Gli autorizzati erano sette. Qualcuno è entrato, ma le porte io dovevo lasciarle aperte»

LIVORNO. Erano in 20 nella chiesa di Santa Maria del Soccorso. Peccato che la messa – quella del 5 aprile, Domenica della Palme – dovesse essere solo in diretta Facebook. Sono intervenute tre pattuglie dei carabinieri e una della polizia poco dopo le 13 in piazza Magenta, dove il viceparroco Alessandro Merlino ha quasi dovuto interrompere la funzione religiosa. «Avevo lasciato le porte aperte perché dovevo garantire una via di fuga alle persone autorizzate a stare dentro: io, don Matteo, il lettore, l’organista, il cantore, il ministrante e l’operatore che realizzava il filmato - spiega Merlino - e non mi ritengo responsabile di chi è entrato senza averne diritto. È una questione che riguarda le forze dell’ordine e le coscienze delle persone. Io ho spiegato a tutti che gli autorizzati erano solo sette».

L’emergenza coronavirus ha sospeso le messe pubbliche e così in varie parrocchie si è deciso di diffonderle in streaming. Con le chiese che possono restare aperte. Ora il prete rischierebbe di essere denunciato per l’articolo 650 del codice penale, l’inosservanza ai provvedimenti dell’autorità, ma potrebbe anche cavarsela con una sanzione amministrativa, visto che lasciando l’ingresso della parrocchia spalancato potrebbe aver facilitato l’ingresso dei fedeli, circostanza proibita dal decreto del Consiglio dei ministri per evitare gli assembramenti. Ma la questione sta proprio qui: venti persone in uno spazio ampio come la chiesa del Soccorso può essere considerato un assembramento? Una eventualità su cui stanno facendo luce i militari. Gli uomini dell’Arma si sono presi il tempo di valutare la vicenda e hanno parlato con i presenti. È chiaro come il loro compito, in questi giorni, sia molto difficile.

Ma il viceparroco Merlino sostiene come le persone in chiesa «fossero tutte a distanza di 4-5 metri».Le 13 persone "non autorizzate" a stare in chiesa potrebbero incorrere in una sanzione a di 400 euro, prevista sempre dalle disposizioni ministeriali. In ogni caso tutti sono stati identificati, mentre qualcun altro - è quanto emerge - sarebbe riuscito ad allontanarsi prima dell’arrivo delle pattuglie del Nucleo operativo e radiomobile e delle stazioni, allertate comunque da una chiamata di un passante al 112, che aveva informato i carabinieri di una folla in chiesa a suo avviso preoccupante. «L’intervento mi è parso imponente - sintetizza il parroco - ma io sono tranquillo, ero a casa mia e a quanto so non sono stato denunciato. Se alcune persone, magari a spasso con il cane, sono entrate qua dentro in cattiva fede è un loro problema. Io con me avevo una nota del ministero che mi consentiva di far entrare quelle cinque persone che, oltre a me e don Matteo, potevano partecipare alla funzione religiosa».