Coronavirus, addio a Maria Grazia: l'ex commerciante dal cuore gentile

Lascia due figli, i familiari: «Forse contagiata all’ospedale ma ringrazio tutto il personale per l’umanità»

LIVORNO. È morta a 69 anni con il coronavirus. Addio a Maria Grazia Pellegrini, pensionata e titolare negli anni passati di una nota merceria di via Buontalenti, nella zona del mercato. La commerciante – secondo quanto ricostruito dai familiari – era stata ricoverata in ospedale una prima volta a febbraio, per alcuni problemi di salute indipendenti dal Covid-19, e poi una seconda il 9 marzo. La positività al tampone è arrivata all’incirca una settimana fa, durante la seconda degenza. Come conferma il figlio Gabriele Marrucci, noto a Livorno per il suo lavoro di biologo. «Probabilmente ha contratto il virus in reparto, al secondo padiglione, mentre nei giorni precedenti era stata in terapia sub-intensiva dove il personale è stato eccezionale – dice – ma non voglio assolutamente colpevolizzare nessuno. Anzi: i sanitari vanno solo ringraziati, con lei sono stati eccezionali, mostrando un’umanità incredibile. Se, come sono convinto, è rimasta contagiata al secondo padiglione è successa la stessa cosa di ciò che è accaduto ad altri medici e infermieri un po’ in tutta Italia. Purtroppo è un rischio che là dentro si corre. Non voglio dare colpe a nessuno, in questo momento poi sarebbe da irresponsabili».

La donna lascia due figli – oltre a Gabriele, anche Claudia Marrucci – e i nipoti. «La ricordo con affetto, ancora non mi rendo conto di cosa sia successo esattamente – prosegue Gabriele, che in città lavora alla Grandi Molini italiani, dove è molto conosciuto e stimato non solo per la sua professionalità – e la cosa più brutta è stata non poterla salutare come si deve, senza un vero funerale». Le esequie di Pellegrini si sono svolto ieri mattina al cimitero dei Lupi, dove è stata cremata alla presenza dei familiari più stretti, come previsto dall’ultimo decreto firmato dal Consiglio dei ministri. Viveva da sola in via Garibaldi, a ridosso del centro, e i figli si sono costantemente presi cura di lei. Ricoverata in ospedale a febbraio, era stata dimessa a metà del mese e per una settimana è tornata a casa.

«Con grande attenzione – prosegue Gabriele Marrucci – ci siamo presi cura di lei, stando attenti a tutto. Non ha avuto alcun contatto con l’esterno e sia che mia sorella abbiamo preso tutte le precauzioni possibili immaginabili, ben prima che esplodesse l’emergenza Covid-19». Pellegrini non avrebbe avuto alcun sintomo respiratorio derivato dal coronavirus. «I medici ci hanno detto che il virus può anche attaccare altri organi – prosegue Marrucci – e nonostante lei fosse asmatica non ha mai avuto problemi respiratori nell’ultimo periodo in cui è stata poco bene. È comunque morta con il coronavirus, perché il tampone si è rivelato positivo. Ha avuto comunque altri sintomi. In ogni caso il tampone in reparto le è stato fatto nel momento in cui agli stessi accertamenti hanno sottoposto tutti i pazienti del padiglione. Poi ci hanno informato».

Trasferita in malattie infettive, l’unità ospedaliera guidata dal primario Spartaco Sani, lontano dagli affetti la sessantanovenne ha avuto la fortuna di essere visitata quotidianamente da una cognata, infermiera professionale del reparto, facendole sentire fino all’ultimo il calore della famiglia. «Lei ha avuto la sua vicinanza ed è stato solo un bene – conclude il figlio Gabriele – ma purtroppo è un caso isolato. Desidero esprimere la mia personale vicinanza a tutte quelle persone che si ammalano di coronavirus e non riescono ad avere i parenti accanto. Così come ai familiari e a tutti i dipendenti dell’ospedale, dai medici, agli infermieri, agli operatori socio-sanitari, agli addetti alle pulizie che rischiano la vita per noi. La cosa sconvolgente di questo maledetto virus è la lontananza degli affetti in un momento cruciale, e finale, della propria vita».

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