Gino è il nuovo gallo di villa Henderson: il figlio di Renato canta e fa felici i bambini

Nella “Casa delle galline livornesi” è in compagnia di mamma Eugenia, di Corinna e Argia e si aggira tranquillo nel giardino 

LIVORNO. Nel parco di villa Henderson possiamo ora vedere aggirarsi tutto impettito il gallo Gino, figlio di Renato e di Eugenia, caratterizzata dal magnifico piumaggio blu, una delle tre giovani galline di razza livornese che dal mese di marzo del 2019 hanno preso alloggio presso il Museo di storia naturale del Mediterraneo. Le altre due sono Corinna (quella bianca) ed Argìa (quella nera), recando, come Eugenia, tutti nomi attribuiti dagli alunni delle scuole Bartolena quando venne installata la “Casa delle galline livornesi”, un piccolo pollaio appositamente realizzato dalla ditta Verdemondo, specializzata nel settore, per iniziativa del Club Italiano Razza Livorno e dell’Associazione per la tutela e la valorizzazione della gallina livornese in collaborazione con il Museo e con il centro di ricerca operante presso il podere “Le Querciole” di San Piero a Grado del Dipartimento di scienze veterinarie dell’Università di Pisa.

«Quello installato a villa Henderson –spiega Giuseppe Chionetti, segretario del Club – non a caso è stato denominato “modello Livorno”. Ed è appositamente progettato per le galline livornesi avendo una struttura interna con punti di appoggio situati in alto perché a loro piace stare appollaiate lassù». Ed anche il gallo Gino, così come faceva suo padre Renato, ucciso nei giorni scorsi da una volpe mentre difendeva il pollaio, durante la notte ha l’abitudine di dormire sui rami degli alberi di villa Henderson, anche a tre-quattro metri di altezza, dove arriva agevolmente in volo battendo le ali, forse per sentirsi più al sicuro e per dominare a vista il territorio circostante nel caso del sopraggiungere di qualche ospite indesiderato.

La storia del gallo Renato: da ugola d'oro a eroe del pollaio

A parte queste cautele Gino, al pari di Renato (quando si dice “talis pater, talis filius”), è estremamente simpatico e socievole. Possiamo infatti vedere il vispo galletto dalla livrea nera aggirarsi tranquillo nel giardino antistante alla villa, attorno alla grande fontana settecentesca, oppure sul retro in mezzo ai tavolini collocati per accogliere i numerosi studenti che durante le belle giornate preferiscono sedersi all’aperto con libri e quaderni per preparare i loro esami: oltretutto al gallo Gino ed alle galline della sua combriccola piace molto stare in compagnia accanto agli studenti tanto da essersi creato un legame di amicizia che si manifesta anche condividendo con i simpatici pennuti un po’della merenda portata da casa.

Naturalmente anche Gino ogni tanto lancia un bel chicchirichì: ma, a differenza del padre, preferisce cantare lontano dalle case circostanti avendo forse già capito l’aria che tira. Altri due galletti, sempre figli di Renato e fratelli di Gino, sono stati invece portati nel luglio scorso presso la BiodiverCity di Riparbella dove insieme a cavallini, caprette, maialini ed altri volatili da cortile sono ora impegnati nell’attività di pet-therapy rivolta a giovani ed anziani.