Via ai lavori alla Torre di Calafuria: dopo sette anni parte il restauro

La messa in sicurezza affidata a un ditta specializzata, poi partirà il bando per lo studio conservativo di uno dei tesori della città

LIVORNO. Uno dei simboli di Livorno dopo anni di abbandono tornerà a splendere, magari per diventare qualcosa in più di una torre a picco sul mare lungo una delle strade panoramiche più affascinanti del paese. . Senza andare troppo in là con la fantasia, la buona notizia è che la Torre medievale di Calafuria sarà (finalmente) restaurata. Il Demanio, spiega una nota, ente gestore del patrimonio pubblico, ha assegnato alla ditta specializzata Antonio Lauria di Grosseto, alcuni lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza, che consentiranno di avviare la gara per l’affidamento dello studio sul recupero conservativo. «Le opere di messa in sicurezza – spiegano nella nota – sono progettate e dirette da D-Side Studio di Pistoia».

Per adesso i tempi per la realizzazione dei lavori non sono stati messi nero su bianco, ma ovviamente l’obiettivo – e la speranza di tutti – è quella di fare presto, magari vedendo i primi risultati dell’intervento per la fine dell’estate.

La torre di Calafuria, struttura duecentesca a forma quadrata alta circa 20 metri, è infatti uno dei simboli della città come la statua dei Quattro Mori, l’Accademia Navale e le Terme del Corallo, tanto da essere segnalata tra i “Luoghi del cuore” del Fai. Nota anche come torre dei Mattaccini compare tra l’altro in diversi capolavori cinematografici come “Il Sorpasso” di Dino Risi del 1962 quando l’auto con a bordo Jean-Louis Trintignant e Vittorio Gassman precipita sulla scogliera e “La pazza gioia” di Paolo Virzì girato 2016.

Prima della sua definitiva chiusura ha ospitato per molti anni lo studio del pittore livornese Alberto Fremura. Proprio nel 2013, alcuni mesi prima dei cedimenti, l’artista aveva comunicato all’agenzia del demanio che non avrebbe rinnovato la concessione, poi scaduta a fine anno. Da quel momento il fortino è rimasto così: vuoto, transennato, aperto solo per qualche iniziativa, come le giornate del Fai. Da qualche tempo la torre ha acquisito anche un’importanza naturalistica, grazie alla presenza sotto al ballatoio, di una particolarissima colonia di Rondone pallido.

In questa prima fase dei lavori, la ditta dovrà stabilizzare il parapetto con tutte le accortezze necessarie per non disturbare la colonia nidificante. Prima della Torre di Calafuria, la ditta Antonio Lauria di Grosseto ha curato diversi lavori di recupero e restauro di importanti edifici storici in Toscana e in Italia: si è occupata di Torre e Casa Campatelli a San Gimignano (Siena) per la realizzazione del Museo del Fai, della ristrutturazione della Torre medievale Falconiera a Mantova e del faro della Rocchetta a Piombino.