Ecco l'accordo riservato tra Comune e Restellini sulla mostra di Modigliani

Livorno: cifre, pagamenti e clausule di riservatezza. Nel documento anticipato dal Tirreno i rapporti fra amministrazione e istituto sui capolavori di Modì 

LIVORNO. Si discute molto dell’accordo "segreto" fra il Comune di Livorno e l’Istituto Restellini, nella persona del suo presidente Marc Restellini con cui si regolano i rapporti fra l’ente pubblico e quello privato sull’esposizione al Museo della Città dedicata a Modigliani e alla scuola di Montparnasse. Se ne discute dopo che le minoranze, in consiglio, hanno protocollato una richiesta di accesso agli atti per "vederci chiaro" proprio su questi aspetti di riservatezza. Con palazzo civico che, di tutta risposta, replica che i dati ed i numeri della rassegna "sono già stati ampiamente divulgati".Un accordo, quello sotto i riflettori, che prevede clausole di riservatezza ma che evidentemente così confidenziale non deve essere se basta una ricerca sul web, interrogando l’algoritmo di Google con alcune parole chiave, per scaricare un pdf che contiene i termini di quella che, a tutti gli effetti, pare essere l’intesa in questione. Quella che regola i rapporti fra il "prestatario", la città di Livorno, nella persona del direttore del settore Attività Culturali Musei e Fondazioni e il "prestatore", l’Istitut Restellini indicato come "una società a responsabilità limitata, registrata a Sharjah Media City negli Emirati Arabi".

Si indicano, inoltre, nel documento il numero di licenza, la sede e la casella postale dlla società. Nelle 14 pagine dell’accordo, alla fine, si disciplina il pagamento. L’importo è fissato in 1.255.000 euro, esente da Iva. Le commissioni di costo comprendono commissioni di prestito, ideazione, produzione e organizzazione della mostra, conservazione e preparazione opere, fotografie o trasparenze delle opee d’arte, testi, articoli, saggi, diritti, polizza assicurativa chiodo aa chiodo e trasporto. Si dice che verrà pagato al prestatario in due tranches: 800.000 alla firma dell’accordo, 455.000 il giorno della partenza delle opere da Parigi per Livorno. Si parla inoltre di un risarcimento da pagare al prestatore presso un conto corrente di una banca di Dubai. Si indicano l’Iban e le coordinate, che naturalmente omettiamo.

Il Comune di Livorno riconosce che le opere non sono di proprietà del "prestatore" ma che quest’ultimo ha stipulato un accordo con il legittimo proprietario delle opere per la loro gestione. Il comune di Livorno si impegna ad adottare tutte le misure richieste dalle leggi italiane per impedire qualsiasi forma di trasferimento della proprietà a una parte diversa dai proprietari originali. Nel nucleo del documento si trovano anche interessanti indicazioni su come devono essere conservate e custodite, all’interno del Museo della Città, le opere d’arte: umidità relativa, temperatura ambiente, il livello di luce nelle sale espositive, il contenuto massimo di raggi ultravioletti. Infine, nell’ultima pagina, le clausole di riservatezza. Si dice che le parti manterranno confidenziali i termini e le condizioni dell’intesa dell’accordo tranne nel caso una divulgazione proposta da una parte ad un terzo sia autorizzata in anticipo, e con consenso scritto, dalla seconda parte. Comune e Istituto Restellini convengono poi di "non divulgare o rilevare direttamente o indirettamente a terzi" qualsiasi informazione riservata.