Malformazioni neonatali: «Livorno è inquinata, siamo peggio di Taranto»

In piazza Grande la protesta delle magliette bianche

LIVORNO. Secondo le stime di Medicina Democratica, Livorno denuncia un numero di malformazioni neonatali superiore a quelle che si registrano a Taranto. E’ così che sabato Piazza Grande è stato il punto di raccolta per quelle che potremmo ribattezzare le “magliette bianche di Livorno”.. Indossate da uomini, donne, ma anche un nutrito gruppo di giovani, sono state protagoniste della mobilitazione vissuta in contemporanea anche in altre cinque città italiane. Che da anni convivono con impianti ritenuti rischiosi per la salute dei cittadini, aree industrializzate classificate con l’acronimo Sin (sito di interesse nazionale). «Cosa si è fatto sin ora?», la domanda comune e ripetuta come uno slogan vocale riportato anche sugli striscioni portati. Stesse scene ad Augusta, Gela, Taranto, Manfredonia e Falconara.

Zone tutte quante sotto la lente di ingrandimento e meritevoli ormai da tempo di una attenzione particolare da parte delle istituzioni, una fetta d’Italia dove vivono complessivamente quasi 6 milioni di persone.


Fra i volti riconosciuti, alcuni già noti per il loro attivismo. Fabrizio Terreni del Comitato Borgo Mediceo che da 20 anni combatte l’impianto della Lonzi in Via del Limone, la consiegliera regionale del Gruppo Misto, Monica Pecori (che si batte con il governatore Rossi per saperne di più sulla bioraffineria), Nicola Gualerci (uno dei promotori), Jasmine Caroti del comitato nato recentemente a Stagno contro l’abbattimento dei pini. Ma altri ancora , sono arrivati anche da città del resto della Toscana.

Si è parlato di Stagno, è arrivato il Tg2 per fare un servizio in diretta, mentre scorrevano anche immagini girate al mattino. Dove si inquadra la raffineria, ritenuta troppo vicina a molte case e che negli anni, denunciano le persone, ha inquinato con idrocarburi leggeri, pesanti e aromatici oltre che con metalli pesanti, suolo e falde superficiali.

Si rammenta la raffineria, senza dimenticare gli altri due Sin che sarebbero da bonificare: sono la ex centrale Enel e, in mare, la zona del Porto.

Vengono ascoltati dei cittadini. Uno, sportivo conosciuto nel Comune di Collesalvetti, Stefano Biagi, rivela al giornalista Rai inviato in città, di contare cinque persone su sette in famiglia che in età avanzatasi sono ammalate di tumore. E due, sono già decedute.

Viene sentita anche l’epidemiologa Mariangela Vigotti, vera esperta del settore e che conosce bene lo studio “Sentieri” . «Le cause principali di mortalità evidenziate sono legate a queste esposizioni che in piazza i cittadini urlano». Chiude, Nicola Gualerci, attivista ambientale e, come dett, fra i principali promotori delle tre ore di protesta in cui si è cercato di dare informazione ai passanti. Ha raccontato quanto accaduto alla sua auto. «Ci sono particolati che si sono depositati sui vetri, parti in plastica e carrozzeria della mia auto che hanno fatto danni. Senza batter ciglio l’azienda responsabile ha messo mano al portafoglio ripagando fino all’ultimo centesimo il ripristino di tutte le parti compromesse».



 

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