Onorato: «Livorno e Piombino strategici per traffico crociere e hub delle auto»

Il margine operativo lordo del gruppo passa da -8,8 a 47,8 milioni. Ricavi: +20 milioni. Ecco il bilancio semestrale

Fare di Piombino un hub europeo della logistica auto, spostando l’asse dal Nord Europa all’Italia. Ma anche investire ancora su Livorno, attraverso la Porto 2000, perché possa diventare lo scalo del centro Italia della grande crocieristica. E qui parlano i ricavi, in crescita, dal traffico passeggeri (+3,5% dato nazionale)

Achille Onorato, ceo di Moby Spa, tira dritto. All’indomani della presentazione del bilancio semestrale del gruppo, che mette in risalto una prima inversione di un trend, con diversi segni più, l’amministratore illustra prospettive e strategia, partendo proprio dai numeri.


Intanto balza agli occhi un cambio di rotta del margine operativo lordo, che passa da -8,8 a 47,8 milioni con un incremento di circa 20 milioni dei ricavi. Come giudica questo risultato?

«Il nostro gruppo, con grande umiltà, sta cercando di offrire sempre maggiori servizi nel settore passeggeri e merci. Veniamo da un 2018 che è stato un anno molto difficile con un grande sforzo fatto soprattutto nel settore merci, aprendo le porte delle autostrade del mare ad aziende medie e piccole. Oggi i risultati di questo lavoro cominciano a vedersi».

State rientrando anche dall’implementazione delle start up avviate l’anno scorso.

«Siamo stati molto attenti all’innovazione, alla tecnologia, con investimenti che si riflettono in maniera positiva anche sull’impatto ambientale».

Avete fatto leva anche sulla riorganizzazione della flotta. Ritiene che possa pagare quanto fatto?

«Abbiamo una flotta molto versatile. Gli investimenti in new building sia nel settore merci che in quello passeggeri con le navi in costruzione nei cantieri cinesi Gsi e del Gruppo Cssc con una capacità di 4.000 metri lineari di carico, di 2500 passeggeri, con 550 cabine daranno ulteriore impulso ai servizi. E ci consentiranno di migliorare i costi».

I risultati nel settore passeggeri a cosa si devono?

«Sono frutto di una politica volta, nel Mediterraneo, ad una politica dei prezzi tesa a destagionalizzare i flussi turistici da e per la Sardegna. Ma c’è stata anche una crescita nel Baltico, del 4%, dove il mercato si è sviluppato col consolidamento del gruppo».

Moby a Livorno e a Piombino. Prospettive e scenari.

«Intanto vorrei dire che a Piombino non c’è solo un progetto sul tavolo. Ma io ritengo che l’unica vera risposta per Piombino, in termini di rilancio e sviluppo, sia la nostra. Le cito qualche numero. Subito nell’immediato col nostro progetto di terminal auto muoviamo 18 milioni di investimenti, cui seguiranno 100 posti di lavoro nel terminal e la capacità di muovere 230.000 auto l’anno. Ciò può generare una ricaduta economica sul territorio di 100.000 euro. D’altra parte la garanzia della partnership con Ars Altman come socio ci consente di poter puntare ad un hub europeo della logistica».

Sostiene che si può cambiare la geografia della logistica automotive in Europa?

«Esattamente. Oggi le auto dalla Germania arrivano in Nord Europa e da qui partono per tutto il mondo. Si può cambiare questo processo facendo venire le auto a Piombino».

A che punto siete?

«Noi siamo pronti. Stiamo aspettando l’Autorità Portuale. C’è una procedura in corso. Ed anche qui voglio aprire una parentesi. Non è vero che le aree richieste da noi vanno a cozzare con altre iniziative, come ho sentito dire. Il nostro progetto non ne ostacola altri».

Veniamo a Livorno.

«Qui siamo presenti, oltre in Ltm, anche nella Porto Livorno 2000 ed il nostro sforzo, in questo senso, è quello di far diventare Livorno lo scalo del centro Italia delle navi da crociera. C’è un mercato in crescita e Livorno è strategica».

Cosa manca?

«C’è bisogno di servizi. C’è bisogno di un’integrazione tra porto e città. Dobbiamo lavorare in questa direzione». —