Contenuto riservato agli abbonati

Alluvione a Livorno: dall’allerta al silenzio, ecco le 19 ore più buie della Protezione civile

I consulenti della procura hanno ricostruito gli eventi tra il 9 e il 10 settembre attraverso le comunicazioni ufficiali, telefonate e messaggi dei protagonisti  

LIVORNO. Iniziano alle 11,53 del 9 settembre 2017 con il primo bollettino di allerta meteo e finiscono alle 7 del giorno successivo con l’ultima di una lunga serie di chiamate senza risposta al cellulare del sindaco Filippo Nogarin le diciannove ore più buie della Protezione civile di Livorno. Una ricostruzione che i cinque consulenti della Procura hanno inserito nei dossier depositato in Procura e che oggi rappresenta le fondamenta dell’inchiesta sull’alluvione a carico dell’ex sindaco e dell’allora dirigente Riccardo Pucciarelli, accusati di omicidio colposo plurimo per la morte di otto persone. Una cronologia di eventi, avvenuti tra sabato 9 e domenica 10 settembre 2017 che è stato possibile ricostruire attraverso le comunicazioni ufficiali tra gli enti, i messaggi e le chiamate tra i protagonisti prima e dopo la tragedia. 

Proprio il primo bollettino del Lamma spiegava come fossero previste «piogge di 40-60 mm cumulati sulle 24 ore successive, con massimi puntuali molto elevati, possibili anche 70-100 mm, e localmente molto superiori». Un’ora dopo – siamo alle 12,58 il Centro Funzionale Regionale emette un “Bollettino di Valutazione delle Criticità” valido dalle 00,00 alle 23,59 di domenica 10. Dieci minuti più tardi è la Regione a trasmettere lo stato di allerta che viene trasmesso via fax, tra gli altri, al Centro Situazioni, Prefettura e Centrale 118 di Livorno. L’allerta parla di un codice arancio con «rischio idraulico su reticolo principale e minore dalle 00,00 alle 23,59 del giorno successivo a causa di temporali forti».

Alluvione a Livorno: ecco la cronologia della tragedia ricostruita dalla Procura



Cosa succede alla Protezione civile di Livorno? Alle 14,23 il referente comunale, il geometra Luca Soriani, entra in servizio e svolge le seguenti azioni, prima delle 16,30: 1. verifica l’allerta, monitoraggio delle previsioni e dei modelli di previsione. 2. invia email ai responsabili diversi settori (parchi e giardini, scuola, manutenzioni), associazioni di volontariato. 3. telefona all’ufficio commercio. 4. modifica pannelli stradali a messaggio variabile. 5. chiama la ditta per l’installazione idrovora in via Firenze. 6. invia messaggio di presenza di allerta arancione su applicazione comunale ricevibile su smartphone dagli utenti registrati (il sindaco non l’ha installata ndr). 7. chiama il dirigente, il comandante Pucciarelli, che dice a Soriani di bypassarlo in futuro e di coordinarsi con l’ufficiale di turno. 8. scambia messaggi Whatsapp al sindaco (15,07) informandolo dell’allerta e i due concordano di risentirsi più tardi; Soriani, comunica al sindaco che, in base a una sua interpretazione del bollettino meteo, ci sarebbe stato il picco di pioggia intorno alle 8 del 10 settembre. 9. Alle 15 il dirigente della Protezione Civile, sulla base dei modelli previsionali diffusi dal Lamma, decide di convocare il Centro di coordinamento per il giorno succesivo alle 7. 10. Soriani convoca tutte le associazioni di volontariato per le 7 del 10 settembre. 11. Soriani esce dal servizio alle 16,29.

A questo punto ci sono quasi cinque ore di buco. Perché l’evento successivo è delle 21,22 quando il sindaco manda un messaggio WhatsApp a Soriani informandolo che c’è acqua in via del Corona. Il geometra alle 21,41, rientra in servizio e chiama i volontari. La situazione a questo punto in città comincia a essere problematica con i primi allagamenti, tanto che alle 21,45, Soriani richiama Pucciarelli. Alle 1,45 comunica alle squadre dei volontari di ritirarsi. La situazione precipita un’ora e venti dopo quando i vigili del fuoco ricevono segnalazione del Rio Maggiore prossimo allo straripamento e la inoltrano a Soriani che si reca sul fiume e ne segnala ai vigili del fuoco il livello critico. Da questo momento fino alle 7 Soriani tenta di contattare telefonicamente il sindaco, il cui cellulare risulta però irraggiungibile.