Alluvione a Livorno, alla fiaccolata della memoria ci sono le istituzioni ma poca gente 

La marcia silenziosa è partita da via Grotta delle Fate per raggiungere i Tre Ponti. Il sindaco: "Quel giorno maledetto pesa ancora tanto"

LIVORNO. Il 10 settembre a Livorno, non sarà mai più una giornata come le altre. Due anni fa la città venne infatti colpita dal peggiore alluvione della storia. Una marcia silenziosa, fatta di persone e di fiaccole, ricorda quei momenti, ed è un monito perché quello che successe non si ripeta mai più. Il corteo illuminato, attende di partire di fronte al circolo Arci di Collinaia, in via Grotta delle Fate. L’itinerario prevede il passaggio dall’apparizione, per poi proseguire verso il parco del Rio Ardenza, e arrivare ai Tre Ponti. Si compie dunque un percorso simbolico, attraverso alcuni tra i luoghi maggiormente colpiti dal disastro.

In testa al gruppo la rappresentanza delle istituzioni: il sindaco Luca Salvetti, Francesco Gazzetti per la Regione, Pietro Caruso presidente del consiglio comunale e vicepresidente della provincia, Gianluca Di Liberti vicepresidente del consiglio comunale, l’ex vice sindaca Stella Sorgente e Andrea Romano, deputato del partito democratico. A seguire un folto numero di volontari appartenenti alla croce rossa, alla misericordia, all’ordine di malta. Ci sono anche le forze dell’ordine. E quindi, mescolati tra la gente comune, tanti rappresentanti della giunta, tra i quali gli assessori Simone Lenzi, Giovanna Cepparello e Viola Ferroni. Ci sono anche i labari, istituzionali e delle associazioni, che accompagnano i partecipanti. Non ci sono invece striscioni, o cartelli: dopo la grande ed intensa partecipazione della cittadinanza lo scorso anno, in occasione del primo anniversario, stavolta l’impressione è che Livorno abbia già posato la vicenda nel dimenticatoio.


«Due anni fa – racconta Salvetti – vissi il momento più brutto della mia vita personale e professionale. La città fu ferita in maniera profonda, ma seppe dimostrare al contempo di avere le spalle larghe, riorganizzandosi con grande energia».Il sindaco ha un pensiero per le famiglie distrutte. «L’alluvione non ha provocato solo morte, ma tremende conseguenze in tutti coloro che sono stati colpiti. Io conosco diversi nuclei familiari sui quali, quel maledetto giorno, pesa molto ancora adesso». Aggiunge Gazzetti tornando a quel giorno. «Tutti ci ricordiamo perfettamente dove eravamo in quelle ore, una tragedia assoluta che ci spinge a lavorare per lasciare alle generazioni future una città più sicura rispetto a quella che abbiamo trovato noi».

Poi ritorna con la memoria a quei giorni, e si commuove. «La prima zona che ho visitato quella brutta mattina, fu proprio Xollinaia. Ricordo la devastazione totale, un paesaggio da incubo. Mi dissi che dovevo in ogni modo raccontare l’esperienza». Si parte, ordinati, in rigoroso silenzio. Col cuore che ancora lacrima, ma pieno di speranza.