Cannucce di pasta, piatti in cellulosa e borracce: i bagni livornesi plastic free

Le borracce consegnate ai clienti del bagno Nettuno di Castiglioncello che sostituiscono le bottiglie di plastica

Da Livorno a Marina di Castagneto ecco cosa accade in spiaggia dopo il protocollo della Regione: «All’inizio i clienti erano perplessi, adesso sono tutti dalla nostra parte». Ma resta il problema dei piatti per la pizza. E c'è chi fa la guerra anche alle cicche  

LIVORNO. Bucatini di pasta o di carta al posto delle cannucce e borracce che sostituiscono le bottiglie. La guerra alla plastica al mare è già iniziata. E stavolta molti dei proprietari degli stabilimenti della zona tra Cecina, Rosignano e Castiglioncello hanno preceduto la Regione Toscana che ha firmato un protocollo di intesa con le associazioni dei balneari per liberare nei bar, ristoranti e stabilimenti balneari l’utilizzo di plastica.

Una virata verso una politica ecologica che è anche un modo per educare e pubblicizzare le località della costa. Tante e diversificate le iniziative: tra le più curiose, ad esempio, la proposta arrivata dai balneari di Rosignano Solvay ossia quella di utilizzare al posto delle cannucce per le bibite, la pasta del tipo “bucatini”. A Castiglioncello, invece, lo staff dei bagni Nettuno situato nella baia del Quercetano, ha tolto completamente le bottigliette in plastica distribuendo in dieci giorni circa 600 borracce con la scritta “I do care Castiglioncello”.

Rosignano

«Da due mesi – dice Andrea Nacci che parla per lo staff dei bagni Nettuno – abbiamo tolto completamente le bottiglie di plastica. Abbiamo installato un depuratore d’acqua e distribuito, in poco più di dieci giorni, oltre 500 borracce. All’inizio i clienti che venivano al bar per acquistare una bottiglia di acqua, rimanevano perplessi. Poi hanno compreso l’obiettivo. Adesso portano la borraccia ovunque. Anche quando vanno in ferie in altri luoghi, e ci inviano le loro fotografie. Abbiamo avuto un ritorno che neanche noi credevamo possibile. Si tratta di un progetto per far si che l’eliminazione della plastica venga ampliata su tutto il territorio di Castiglioncello. Sarebbe bello che tutte o molte le attività aderissero a questa iniziativa; Castiglionello sarebbe la prima località plastic free. Per quanto riguarda la nostra attività compreso bar e ristorante – continua – abbiamo stimato che a fine estate passeremo dalla vendita di circa 10mila bottiglie di plastica da 500ml a zero».

Inversione di marcia anche per bicchieri, piatti, posate e cannucce. «Tutto compostabile – prosegue Nacci – e le cannucce che usiamo sono di alluminio. Vengono utilizzate, lavate e riutilizzate. Infine, sulla spiaggia, abbiamo i bidoni per la raccolta differenziata».

Allo stabilimento balneare Lo Scoglietto sul lungomare di Rosignano Solvay da due anni attuano la raccolta differenziata e utilizzano piatti e bicchieri compostabili. «Non solo piatti e bicchieri compostabili che abbiamo introdotto già da due anni dato che molte persone preferiscono mangiare sotto ombrelloni – dice Isabella Lazzerini Denchi – abbiamo anche le cannucce per le bibite di carta con strisce rosse e nere. Adesso, tra noi balneari, è venuta l’idea di utilizzare, al posto delle cannucce, la pasta tipo “bucatini”. Un’idea particolare, curiosa, per sensibilizzare tutti i cittadini all’utilizzo di materiali senza plastica in modo da non inquinare il mare. E non è semplice. Sulla spiaggia abbiamo già da tempo bidoni per la differenziata».

Raccolta differenziata già da anni e borracce al posto delle bottiglie in plastica anche ai bagni Etruria a Portovecchio: «Noi attuiamo la raccolta differenziata almeno da 10 anni – dice Fabio Donati proprietario dello stabilimento balneare – adesso, non appena ci arriveranno, distribuiremo le borracce che dovranno essere utilizzate al posto delle bottiglie di plastica. Cerchiamo ogni giorno di sensibilizzare la nostra clientela al problema».

Aggiunge Simone Garzelli dei bagni Tirreno a Caletta: «Abbiamo iniziato questa campagna già dallo scorso anno in modo da sensibilizzare la clientela». Ai bagni Roma, invece, piatti in ceramica e bicchieri in vetro «abbiamo annesso al bagno il ristorante – dice Giorgio Bontà – quindi non abbiamo problemi in questo senso».

Cecina

Anche qui gli stabilimenti balneari da tempo stanno attuando la raccolta differenziata dei rifiuti e si stanno attrezzando, visto l’accordo con la Regione, per togliere la plastica dalle spiagge.

«Noi attuiamo la raccolta differenziata – dice Elio Paretti dei bagni Stella Marina– e, visto l’accordo, ci stiamo organizzando per acquistare tutto il materiale compostabile. Mi sembra una iniziativa positiva – continua – abbiamo tutti visto le isole di plastica che si formano anche poco lontano da noi. È giusto lasciare ai nostri figli un mondo migliore, sarà difficile ormai ma intanto partiamo». Ai bagni Delfino attuano la raccolta differenziata con i bidoni sulla spiaggia ma stanno riassortendo i prodotti in modo da sostituire, una volta terminati, gli oggetti in plastica mono uso con materiale quelli realizzati in materiale compostabile. Anche Giacomo Ceccanti dei Bagni Sirena assicura: «da anni abbiamo sulla spiaggia cassonetti per la differenziata che vengono usati».

Castagneto

Alberto Olmi dello stabilimento balneare Tana del Pirata «al momento attuiamo la raccolta differenziata attraverso i cassonetti che abbiamo installato sulla spiaggia». Mentre Fabiola Baglioni della Zattera ammette: «Dobbiamo ancora iniziare ad attrezzarci».

Livorno

«Noi, sia nel bar che al ristorante, da anni facciamo uso di stoviglie in polpa di cellulosa: costano un po’di più ma è più semplice conferire tutto nell’umido. Resta il problema delle cannucce per granite e yogurt, ma i fornitori si stanno attrezzando», racconta Armando Neri, uno dei titolari dei Fiume. Netta anche la virata dei Nettuno, dove Marco Simi e Cristiano Lorenzini, figli rispettivamente di uno dei concessionari e del gestore della ristorazione ribadiscono: «Per quanto riguarda la parte gestionale siamo già in regola, senza traccia di plastica. Per il resto dobbiamo smaltire le scorte e qualcosa daremo indietro, ma già stiamo servendo caffè e aperitivi in vetro (anche da asporto) e fra una settimana faremo una conversione totale».

Armando Neri concessionario dei Bagni Fiume mostra i piatti in polpa di cellulosa


Il vero problema, evidenziato da 31 anni di esperienza al bar dei Pancaldi, lo solleva Antonio Giordani: «Ci sono le alternative, quello che manca è un prodotto che sostituisca il piatto della pizza». Lo stabilimento però, ha già fatto scorta di prodotti biodegradabili, ha eliminato la plastica (e la carta, eccezion fatta per lo scontrino fiscale) anche alla biglietteria. Anche agli Onde del Tirreno (ex Pejani) i soci si preparano al cambiamento, con un buon auspicio. «I nostri ristoratori stanno valutando il ritorno alla porcellana per il self service. Nel frattempo ci sono le scorte da smaltire e bisogna aspettare che il mercato proponga un’alternativa alle bottigliette, che non potremo più usare», spiega Marco Coseschi, che prosegue: «Nonostante alcuni problemi logistici siamo assolutamente a favore del bando, e ci auguriamo che diventi presto una legge vera come il divieto di fumare nei locali pubblici».

Fondamentale per la buona applicazione del provvedimento sarà dunque la collaborazione con i bagnanti, ecco perché ai Tirreno si stanno già portando avanti. «Facevamo la differenziata da anni, prima ancora che diventasse un obbligo di legge, e i nostri clienti sono già sensibili al tema», precisa Romina Giachetti, figlia della titolare Daniela Simonti: «Abbiamo appeso il testo alla bacheca informativa in modo che tutti possano leggerlo, e da mercoledì – quando partirà l’animazione – lo faremo dire anche dai ragazzi».

Critico infine, anzi «fortemente critico» nei confronti della novità è invece Riccardo Ganni, titolare dei Lido: «Le alternative alla plastica ci sono ma costano tre volte tanto, una spesa che ricade sulle spalle degli esercenti. Chi ha fatto questa legge ha pensato a come può rifarsi il gestore del bar o del ristorante? ». E poi taglia corto: «Di ufficiale non c’è nulla, quando arriverà la comunicazione la metterò in bacheca e poi penserò al da farsi».

Le reazioni

l problema della rivoluzione verde o plastic free è soprattutto il costo del materiale alternativo alla plastica, di gran lunga più alto rispetto al primo. La giunta regionale, infatti, ha sottoscritto un protocollo con le maggiori associazioni di categoria per dire addio alla plastica sulle spiagge toscane. Via dunque agli oggetti mono – uso anche se chi già li aveva acquistati potrà smaltire le scorte di magazzino. Poi nei ristoranti, pizzerie bar con accesso al mare, solo posate, piatti, cannucce e bicchieri, realizzati con materiale compostabile come ad esempio, carta o mais.

Alberto Nencetti, concessionario dei bagni Ippocampo alle Gorette di Cecina e presidente dei balneari di Confcommercio


«Il problema sta nell’educare le persone ad attuare la raccolta differenziata – dice Alberto Nencetti, concessionario dei bagni Ippocampo alle Gorette di Cecina e presidente dei balneari di Confcommercio – noi abbiamo i bidoni ma alla sera dentro ci troviamo di tutto. L’educazione deve partire già dalle scuole. Un altro problema è quello dei costi: se davvero vogliamo proibire l’uso della plastica dovremmo diminuire i prezzi degli oggetti compostabili. Invece un bicchiere di plastica costa 2 centesimi e quello ecologico ne costa 20. Infine è stato firmato questo accordo a stagione già iniziata quando tutti i gestori dei bagni avevano già fatto gli ordini».

Nell’accordo firmato dalla Regione anche le spiagge libere comunali dovranno essere munite di bidoni per la raccolta differenziata. Dovranno essere gli agenti di Polizia Municipale a controllare che l’accordo venga rispettato.

Il caso

“Trovare pulito è un piacere, tenere pulito è un dovere”. Filosofia vincente, voglia di mettere la parola fine a quel cimitero di cicche di sigaretta che tutti i giorni trovava vicino al suo amato mare e un pizzico di sana (e naturale) creatività: la commerciante Giulia Bagnoli “dota” i suoi clienti del moletto di Antignano di posaceneri artigianali. Sono contenitori in latta, portatili a disposizione dei frequentatori del bar Moletto di Antignano che lei gestisce.

Giulia Bagnoli mostra i posaceneri


«Non ne potevo più di vedere tanti mozziconi di sigaretta lasciato ovunque, in giro, vicino al mare, tra gli scogli: allora mi sono ingegnata e prendendo spunto da una cosa che ho visto in spiaggia a Formentera, ho deciso di rifarlo», spiega lei che ha 29 anni e tanta voglia di dare un suo contributo per l’ambiente. Su Facebook l’idea della giovane imprenditrice ha fatto il giro del web. “Questo è un nuovo progetto, che dovrà prendere forma con il vostro aiuto e grande collaborazione. Un piccolo gesto che pian piano diventerà abitudine. Tenere pulito e non inquinare questo il nostro messaggio. Amiamo questo luogo e dobbiamo dimostrarlo”, ha scritto. Come funziona? Lo spiega al Tirreno ancora una volta Bagnoli che porta avanti il bar del moletto, luogo di ritrovo di centinaia di giovani e giovanissimi.

«Chi viene prende un contenitore, lo usa e poi ce lo riporta: in questo modo abbiamo già visto dei grandi risultati e ci sono molte meno cicche di sigaretta in giro». E chiude con grande soddisfazione (così come quella della sua mamma che ha collaborato alla realizzazione dell’idea): «Non mi aspettavo di avere così tanti consensi: ringrazio per la collaborazione e l’aiuto, perché come dico sempre, l’ambiente deve stare a cuore a tutti».