«Vogliamo Livorno “polo” del gnl per le flotte»

La svolta dopo le durissime critiche degli anni scorsi al progetto Olt. Il paradosso rivelato dal sottosegretario Davide Crippa

LIVORNO. «Il nostro porto può diventare un “polo” nazionale per lo stoccaggio e la distribuzione del gnl: il gas naturale liquefatto è il carburante fossile più pulito attualmente esistente al mondo. Raccogliere questa sfida significa dare una prospettiva di sviluppo economico, occupazionale e ambientale alla città e noi, come Comune, siamo pronti a fare la nostra parte». È partita da qui l’assessore Francesca Martini in apertura del convegno sul gnl organizzato da Olt Offshore e da Assocostieri in Fortezza Vecchia: una svolta rilevante se è vero che in passato sia il M5s che il sindaco non avevano nascosto perplessità e dubbi nei confronti dell’operazione che aveva portato alla collocazione di un rigassificatore 22 miglia al largo delle nostre coste. È vero che l’assessore della giunta Nogarin spiega che il gnl «sicuramente non è la miglior soluzione possibile sul lungo periodo dal punto di vista ambientale, ma si tratta di un passaggio intermedio, in attesa che una tecnologia ancora più pulita si sviluppi nel settore trasporti via terra ma soprattutto via mare». E questo – rincara – mentre «a Livorno abbiamo un problema cogente: la presenza in porto delle navi da crociera che mantengono a lungo i motori accesi, finendo per saturare l’aria che diventa irrespirabile per gli abitanti dei quartieri vicini».

Del resto, più tardi Xavier Santiapichi (commissione Via del ministro dell’ambiente) ricorderà che «ci chiamavano assassini del mare» e che «c’è voluta una decina d’anni per superare la fase delle autorizzazioni».


Se il commissario dell’Authority Pietro Verna ha messo l’accento sulla rilevanza del sistema portuale livornese (44 milioni di tonnerllate movimentate sulle banchine di Livorno e di Piombino in un anno), l’ammiraglio Giuseppe Tarzia, comandante della Capitaneria, ha invitato a fissare lo sguardo sull’inquinamento che in campo marittimo riguarda anche l’aria mentre per l’assessore regionale Federica Fratoni il gnl «è l’elemento è sì una fase di transizione ma può farci fare il balzo in avanti dal punto di vista della tutela dell’ambiente».

C’è un paradosso messo in rilievo dal sottosegretario Davide Crippa: «Quando Fincantieri varò a Castellammare il primo traghetto gnl per rifornirlo fu necessario far arrivare il gas da Barcellona via autobotte».

Ma è un «mercato che sta cambiando», come ha ribadito l’amministratore delegato di Olt, Richard Fleischmann. Marika Venturi, presidente di Assocostieri, ha chiesto «certezza e stabilità degli aspetti regolatori». Invece Liliana Panei (dirigente del ministero per lo sviluppo economico) mostra che gli approvvigionamenti di gas nel 2018 sono stati coperti dall’impianto livornese per l’1,6%, da quello spezzino di Panigaglia per una quota quasi analoga (1,3%) e da quello di Cavarzere per quasi il 10 per cento. —


 

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