Il corso di matrimonio alla parrocchia virtuale: il prof sacerdote fa lezione sul web alle coppie

Livorno: una serie di incontri della diocesi sull’amore coniugale: “videoconferenza” con Skype. Coppie ma anche qualche single  

LIVORNO. Coppie ma anche qualche single. Persino una suocera insieme alla nuora. Seduti sui divani dei loro salotti, tutti collegati con i loro computer o con i loro smartphone tramite Skype. Dalle loro case e da ogni angolo della città per oltre un’ora, dopo cena, attorno alle 20.30, entrano dentro la “Parrocchia Virtuale della Diocesi di Livorno” - , base operativa la sala Piccioni della sede di via del Seminario - una pagina facebook aperta dal vescovo Simone Giusti con don Paolo Razzauti qualche mese sta andando alla grande.

Riuniti sul grande schermo da 60 pollici, anche se fisicamente lontani, per saperne di più sulla vita di coppia: ossia amore coniugale in tutti i suoi aspetti, ovviamente dal punto di vista della Chiesa. “Pienamente umano, totale, fedele, fecondo ”. Siamo alla prima lezione, quella introduttiva. Il corso, tenuto dal professor don Simone Barbieri, tra l’altro esperto di bioetica, proseguirà fino al 19 marzo. E il corso, anche se non sostituisce i tradizionali corsi prematrimoniali, certo può integrarli. Non a caso lo sta seguendo una coppia che abita in Capraia. Si sposeranno nei prossimi mesi e almeno per ora non hanno la possibilità di “prepararsi” sull’isola.

Così intanto si uniscono al gruppo di don Barbieri, quasi venti persone per ora ma altre le richieste stanno arrivando. Il corso sull’amore coniugale del resto è l’ultimo servizio, in ordine di appariziome, offerto da questa Parrocchia Virtuale della Diocesi di Livorno he in pochi mesi ha fatto il boom sul web tanto da spingere la stessa diocesi a creare, oltre all’originario profilo subito “saturato” dalle richieste di amicizia, una pagina pubblica.


La pagina della Parrocchia Virtuale infatti offre, oltre che accompagnamento alla preghiera, anche una serie di “servizi” che i fedeli virtuali stanno mostrando di gradire assai. Tipo la guida alla confessione, l’aiuto per chi ritiene di aver bisogno di un esorcista, messa in diretta e possibilità di inviare le proprie richieste di preghiera (per la salute, per la famiglia, per cause private ma anche universali) al Monastero Invisibile direttamente dalla pagina fb, tramite messaggi o commenti sotto a post specifici.Insomma giorno dopo giorno lo sbarco sui social della diocesi cresce e si rafforza.

A coordinare la parrocchia virtuale c’è don Paolo Razzauti, vicario del vescovo e rettore del seminario, sacerdote di lungo corso e di lunga e brillante carriera conosciutissimo e molto amato in città. «Ovviamente la parrocchia virtuale non deve e non vuole sostituire il rapporto umano. Ma essere presenti sul web significa poter raggiungere tante persone, di aiutare chi non ha la possibilità o anche il coraggio di rivolgersi subito direttamente a un sacerdote. Raccogliamo richieste, messaggi, telefonateapriamo un dialogo che poi in genere prosegue nel mondo reale... ».

Con lui, a seguire anche tecnicamente la pagina facebook, due giovani diaconi che presto diventeranno sacerdoti: Vincenzo Cioppa e Gerardo Lavorgna. Tutti entusiasti della crescita quotidiana della pagina e ora anche di questo corso sull’amore coniugale. Dove dopo la “lezione” di don Barbieri («e pensare che io sono uno dei pochi sacerdoti non social - scherza - però quest’esperienza è molto bella»).

È molto probabile insomma che questo tipo di corsi diventino un appuntamento fisso della Parrocchia Virtuale, che già con i servizi che offre ora. Per esempio la messa in diretta facebook dal Monastero del Carmelo, che porta la forza comunicativa e la grande esperienza di Don Paolo Razzauti in centinaia di case, «magari tante persone che non possono muoversi così riescono a seguire la messa». Insomma uno strumento in più per raggiungere i fedeli, per guidarli nella preghiera ma anche nella ricerca di un confessore o, se proprio serve, di un esorcista. E ora anche un luogo dove parlare di matrimonio. Per prepararsi o imparare a viverlo, naturalmente secondo i tradizionali valori delal Chiesa, ma su una piattaforma “moderna” come quella del web. —