L'hotel da fiaba, i titolari: «Solo una cifra da capogiro potrebbe farci vendere»

Livorno, parlano i titolari della struttura fiabesca davanti all’Accademia Navale: «La città potrebbe attirare grandi investitori e vivere di turismo»

LIVORNO. «Anni fa abbiamo avuto un periodo in cui seriamente abbiamo pensato di vendere tutto, poi dopo la ristrutturazione dell’hotel siamo ripartiti alla grande e abbiamo deciso di continuare a investire in questa attività dove lavora parte della famiglia». A parlare dall’Hotel Gennarino, quell’hotel fiabesco nell’immaginario collettivo di tutti i livornesi, con la sua torretta, è Josephine Maniscalco. Sangue anglo italiano, è una delle tre sorelle (insieme a Dora e Mirella) che lavora all’ombra di quella torretta che strega turisti di tutto il mondo e i livornesi. L’hotel si trova ancora nella vetrina degli immobili di lusso in vendita da parte della società Lionard. Ma di fatto, come ci tiene a sottolineare Maniscalco, non lo è: «Solo un’offerta plurimilionaria, di quelle da capogiro, potrebbe farci cambiare idea, altrimenti niente. All’hotel lavora parte della mia famiglia stabilmente».

Non è certo un hotel che passa inosservato il “Gennarino”. Ad è proprio la sua somiglianza ad un castello delle fiabe a due passi dal mare che ha conquistato il cuore della famiglia Maniscalco che nel 1979 grazie rileva l’attività dall’imprenditore Alessandro Gennarini, soprannominato “Gennarino”, appunto. «Grazie a mio padre Vito che di fatto ha creato questa meraviglia noi siamo qua: in Inghilterra abbiamo venduto tutto e ci siamo trasferiti a Livorno quando io avevo 21 anni», continua lady Josephine.


Le sue 23 camere sul mare sono super gettonate da tutto il mondo dell’Accademia, quella università del mare che sta proprio davanti alla struttura. Così come professionisti, ingegneri e persone che da fuori fanno base a Livorno per lavoro spesso scelgono Il Gennarino. Così quel torrino merlato è un termometro privilegiato che misura anche il polso del turismo a Livorno. «Nel periodo estivo qui da noi ospitiamo molti turisti russi, cecoslovacchi e in generale dell’Est Europa: in tanti scelgono Livorno come base per visitare buona parte della Toscana». Eppure anche secondo Josephine Maniscalco e Massimiliano Sbarra (anche lui lavora all’hotel) Livorno potrebbe tranquillamente vivere di turismo. «Io vengo dall’Inghilterra e ho una visione di questa città probabilmente diversa da chi è nato qui: Livorno è una bellissima città con tante bellezze da valorizzare dal punto di vista naturale, culturale, paesaggistico, culinario è una città che potrebbe attirare grandi investitori e vivere di turismo». Maniscalco e Sbarra parlano della Venezia con i suoi fossi medicei, parla del museo Fattori, di Mascagni e Modigliani che grande appeal hanno sui visitatori che vengono da fuori, parla del mare, della passeggiata.

Ed ecco che cosa manca, secondo lei. «Servire meglio la fruibilità della passeggiata a mare con shuttle bus a pagamento che permetta ai turisti di godersi il nostro lungomare per esempio fino a Miramare. Basterebbe riuscire a creare una spiaggia vera in città, perché, si sa, che i turisti stranieri amano la sabbia: perché la città non ne crea una e non si preoccupa tutto l’anno di tenere pulite quelle che ha?». Critiche dai turisti vengono fatte sullo stato di sporcizia e degrado in giro per la città: «Si lamentano della sporcizia generale, delle scritte che deturpano edifici anche storici, delle tante transenne in giro per la città».
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi