Sospensione dei vertici dell'Autorità portuale, slitta la decisione del Tribunale

Livorno, il procuratore dopo aver chiesto l’interdizione di quattro amministratori ha depositato una memoria. Il giudice: dieci giorni alle difese per replicare

LIVORNO. Da quando il Tirreno, il 3 gennaio scorso, ha raccontato dell’inchiesta sulle presunte concessioni illecite rilasciate dal 2012 ad oggi dall’Autorità portuale sulla Sponda Ovest. E soprattutto della richiesta della Procura di sospendere per un anno dalle cariche pubbliche i vertici attuali e precedenti dell’Authority indagati per abuso d’ufficio, tutti – mondo politico e imprenditoria portuale in primis – aspettavano che il giudice sciogliesse questo nodo che in ogni caso avrà delle conseguenze.



Bene. Per sapere come andrà a finire la prima puntata dell’affaire accosti, servirà ancora tempo, almeno fino al prossimo 21 gennaio. Il motivo? Più che una singola causa è meglio parlare di un domino legato alla procedura penale che cerchiamo di ricostruire. l’8gennaio, il procuratore capo Ettore Squillace Greco, titolare del fascicolo, ha depositato alla cancelleria del giudice per le indagini preliminari Marco Sacquegna una memoria integrativa rispetto alla misura interdittiva richiesta nei confronti del presidente dell’autorità Portuale Stefano Corsini, del segretario generale Massimo Provinciali, dell’ex numero uno di palazzo Rosciano Giuliano Gallanti e l’ex dirigente del Demanio, oggi segretario generale ad Ancona, Matteo Paroli.

Chi ha letto l’atto, parla di un documento in cui il magistrato rafforza le sue conclusioni replicando alle dichiarazioni rilasciate da Corsini e Paroli durante l’interrogatorio avvenuto il 28 dicembre scorso. A questo punto lo stesso giudice ha comunicato agli avvocati difensori del deposito della memoria che è stata acquisita dai legali degli indagati e infine lo stesso magistrato ha dato un temine di dieci giorni per replicare alle conclusioni del pubblico ministero. Risultato: la data dalla quale inizia il conto alla rovescia è quella di giovedì, dunque il termine scadrebbe il prossimo 20 gennaio, che è domenica. Dunque, almeno fino al giorno successivo il giudice non scioglierà la riserva.



Al centro dell’inchiesta della Guardia di finanza, iniziata nel 2016 dopo un esposto presentato in Procura da un terminalista concorrente rispetto agli assegnatari delle concessioni sospette, una possibile concorrenza sleale. Perché a leggere le carte quel tipo di strumento concessionario può essere utilizzata per un periodo brevissimo, addirittura alcuni parlano di pochi giorni e comunque limitato a feste o manifestazioni di varia natura. Al contrario, dal 2012 ad oggi, l’Autorità portuale ha concesso i tre accosti rinnovando i contratti per ventuno volte: prima a Seatrag, poi a Sintermar e infine a Sdt (Sintermar Darsena Toscana). Tre terminalisti che in comune hanno un unico committente: Grimaldi.