Sos influenza: «A Livorno mancano un migliaio di vaccini»

Le dosi dell’antinfluenzale si stanno esaurendo in tutta l’Asl provinciale, per il nuovo rifornimento bisognerà aspettare

«C'è una manifestazione di fabbisogno da parte dell'Asl, ma non è carenza: è segno che la campagna per il vaccino antinfluenzale funziona». Alberto Tomasi, responsabile del dipartimento della Prevenzione dell’Asl Toscana Nord Ovest invita a non cedere all’allarmismo: «L’adesione all’iniziativa di prevenzione è stata positiva oltre le aspettative, in particolar modo da parte dei donatori e delle donne in gravidanza; ancora non è sufficiente invece la copertura degli over 65». La bilancia della domanda e dell’offerta, insomma: «Per tutta l’Asl nord Ovest abbiamo fatto per tempo una stima il più possibile accurata del bacino di utenza e ordinato un quantitativo di 250mila dosi di vaccini – prosegue Tomasi – delle quali circa un terzo o un quarto solo per Livorno. C’è già stata in questi mesi una manifestazione di fabbisogno in città, alla quale abbiamo sopperito facendo rete con gli altri presidi dell’area».

E anche in questo caso la faccenda non è troppo diversa, solo che ci sarà solo da aspettare un po’. «Questa volta da Livorno è stata segnalata al capo dipartimento la mancanza di circa un migliaio di vaccini. Si tratta di una stima calcolata sulle scorte che si stanno esaurendo», continua Tomasi, assicurando che «abbiamo già provveduto a ordinare le dosi da chi le produce. Ma non c’è nessun allarme: ci siamo mossi per tempo. Si tratta solo di aspettare che siano pronte, poi bisognerà distribuirle».



L’attesa comunque, garantisce Tomasi, non sarà troppo lunga, e non dovrebbe causare particolari disagi: «L’ordine sarà consegnato entro pochi giorni, con abbondante anticipo rispetto al picco del periodo influenzale che è previsto puntuale come ogni anno per il mese di febbraio». Per chi non volesse aspettare comunque «noi siamo forniti», conferma il direttore delle farmacie comunali Gino Scali: «Finora abbiamo venduto 170 dosi».

L’occasione comunque è buona per rilanciare la campagna per il vaccino antinfluenzale. «L’invito è rivolto alle persone di età superiore ai 65 anni (specialmente se affetti da malattie croniche), alle categorie a rischio, alle donne incinte e agli operatori sanitari» spiega ancora Tomasi, che da responsabile della prevenzione precisa: «A febbraio ci sarà il picco dell’influenza e tanti over 65 che non si vaccinano occuperanno letti negli ospedali. Ci sarà un aumento della richiesta di sangue, ecco perché l’esortazione a vaccinarsi è estesa anche ai donatori». Un’ultima puntualizzazione: «Il vaccino non serve tanto a non contrarre l’influenza, ma per scongiurare le complicanze che possono derivare dalla malattia» conclude Tomasi.