In tv senza mutande, il suo sedere fa il giro del web: "Ecco perchè l'ho fatto"

Alessandra Cantini, 26 anni, livornese. «Provoco per missione: difendo i maschi e la vera femminilità, il femminismo tossico li ha castrati»

Il suo sedere nudo con una apparizione lampo in tv alla Repubblica delle Donne di Chiambretti su Rete 4, mercoledì sera, sta facendo il giro del web e quindi del mondo. La sua marcia verso il successo va un po’ più lenta ma promette bene «perché credo nella provocazione, mi danno forza i miei ideali, la mia missione in difesa della libertà sessuale, della famiglia tradizionale, contro le donne che odiano gli uomini e in difesa delle donne che vogliono essere femmine».

Scrittrice livornese senza mutande in tv da Chiambretti

Sedere e marcia verso il successo sono quelli di Alessandra Cantini, 26 anni, blogger e scrittrice, livornese, laurea in scienze politiche con specializzazione in relazioni internazionali, candidata per Forza Italia alle regionali del 2015, e ancora una particina (per l’appunto anche senza mutande) nel film “La prima cosa bella” di Paolo Virzì nel 2010. Il suo cavallo di battaglia ora è la “pornopolitica”. Il titolo del suo libro, “Sacro Maschio”, sintetizza fino a un certo punto le sue teorie antifemministe (ma anche no) e a favore di «una donna libera di essere femmina» esposte con sempre maggior frequenza in televisione e alla radio (“La Zanzara” e Cruciani la stanno quasi adottando...). Ma per quanto contraddittorio, provocatorio e a tratti scabroso, fastidioso e improbabile possa apparire il Cantini-pensiero, alla fine un culo è un culo. Ed è soprattutto (se non solo) di questo che si discute da ieri, online e negli uffici, sui social e in palestra. Lei, sorniona nella sua femminilità minuta e assonnata dopo la serata post-trasmissione, lo sa benissimo. Anzi, era quello che voleva e ci gode.

Alessandra mi dica la verità. Era davvero senza mutande o con un mini perizoma ha unito la beffa alla provocazione?

«Macché perizoma. Io non porto quasi mai le mutande. Non sono igieniche. È anche un discorso di libertà, un po’ come le vere femministe degli anni ’70 bruciavano i reggiseni. Lo stavo dicendo in trasmissione quando Iva Zanicchi mi ha invitato a dimostrarlo e io l’ho fatto. Non c’era niente di preparato. Io ho raggiunto il mio scopo. Provocare, prendendo appunto per il culo».

Così l’audience è andata alle stelle...

«Certo... E credo proprio che mi richiameranno. Già era la mia seconda volta alla Repubblica delle Donne... Questa volta ho avuto più spazio, ho potuto difendermi meglio dagli attacchi delle donne, perché sono sempre loro ad attaccarmi. In ogni contesto».

Anche i maschi, a giudicare dai commenti sul web, non ci vanno leggeri.

«Sono uomini indeboliti. Gente che magari guarda i miei video e si masturba per poi offendermi. È anche contro questa ipocrisia la mia battaglia».

Ma allora i maschi non sono tutti così “sacri”?

«Il femminismo tossico degli ultimi anni ha castrato gli uomini e indebolito le donne. I maschi si sono trovati sbalzati fuori dal loro ruolo naturale, le donne obbligate a vivere come maschi, lavorare come loro. Avere le stesse ambizioni. Rinunciare alla loro femminilità, alla famiglia, ai figli, per fare qualcosa di innaturale».

Scrittrice livornese senza mutande in tv da Chiambretti



Non teme che questo suo elogio della sottomissione possa dare un alibi se non aizzare chi già le donne le umilia e le maltratta?

«Senza negare il fenomeno della violenza sulle donne penso che in parte sia dovuto al fatto che i maschi sono impazziti proprio per questa confusione di ruoli. E poi vorrei anche che si cominciasse a parlare della violenza psicologica se non a volte anche fisica delle donne sugli uomini. Ci sono studi e statistiche su questo».

Lei quindi, nonostante queste sue scelte di vita non proprio convenzionali, si sogna madre e moglie in una famiglia tradizionale?

«Certo, nel mio futuro vedo un marito e dei figli. Tre figli. E un marito che mi comprenda, che mi lasci libera di fare le cose in cui credo. Ho avuto una famiglia meravigliosa, che ha rispettato le mie scelte, una famiglia unita. Per me sono un esempio».

A Livorno, la sua città di origine dove spesso torna, si parla molto di lei. Qualcuno la adora ma in molti la criticano. La ferisce questo chiacchiericcio?

«Non me ne frega niente, anzi ci godo. Godo del mio successo, del seguito che ho. Chi mi giudica poi magari passa il tempo sui miei profili social e si eccita. E c’è tanta invidia».

Perché il sesso è così centrale nella sua battaglia? Solo perché è un ottimo argomento per avere visibilità?

«Io cerco visibilità perché mi sento investita di una missione: aiutare donne e uomini a relazionarsi senza il condizionamento di certe ideologie. Sono per la parità di genere a letto, nel senso che nell’eros maschio e femmina sono diversi ma hanno pari diritti. Rispettando ovviamente la differenza di genere. E questo vale in tutti i campi. Le quote rosa sono una autodiscriminazione. Per dimostrarsi migliori non possiamo far altro che autodiscriminarci».

Lei però ammira Laura Boldrini.

«Ho avuto modo di incontrala a un dibattito a Livorno, è stata gentile, mi ha fatto parlare, ci rispettiamo. La vedrei ministra di una utopica “repubblica delle donne” che sarebbe il mio ideale di società. Al potere solo donne votate solo dagli uomini. Perché gli uomini votano con razionalità e voterebbero le donne mentre le donne non voterebbero le donne e sarebbero dominate dalle emozioni. Però, in quanto “madri” sarebbero molto più brave dei maschi a governare ed educare...».