Fuori casa per l’alluvione: finiscono in tribunale per il mancato preavviso

Livorno, la famiglia si è risollevata grazie alla solidarietà di tanti ma a fine mese dovrà affrontare la causa con i proprietari

LIVORNO. Una famiglia costretta a lasciare la casa nel cuore della notte. Moglie, marito e due figli piccoli buttati giù dai letti dal fango che premeva sui vetri delle finestre. Una famiglia che nell'alluvione ha perso ogni cosa e ha rischiato di perdere anche una vita, che la piena del rio Maggiore voleva trascinare via con sé nella sua corsa distruttrice. Quella famiglia, che è riuscita a rimettersi in piedi con fatica grazie all'aiuto dei soccorritori e alla solidarietà dei livornesi, a fine mese affronterà una causa civile da migliaia di euro perché in quella casa nella zona di Salviano non voleva e non poteva tornare.

Quella di Cristiana Michelangeli e dei suoi cari è una disavventura nel dramma, viziata da un paradosso che ha dell'incredibile. «Pochi giorni dopo il disastro il Comune ha dichiarato inagibile l'appartamento nel quale abitavamo, al piano terra di una casa isolata nella zona dell'esondazione. Noi abbiamo salvato il salvabile e pulito per quanto possibile, poi il 30 settembre abbiamo restituito le chiavi ai proprietari e il 2 ottobre abbiamo dato loro la disdetta per scritto», racconta al Tirreno Cristiana Michelangeli, che insieme al marito è infermiera all'ospedale.


All'inizio di dicembre, però, accade l'inaspettato: «I padroni di casa insistevano tramite messaggini per "ufficializzare" la riconsegna delle chiavi, poi sono passati a chiederci dei soldi», racconta ancora Michelangeli. «Volevano un risarcimento per la tavoletta del wc rotta e il saliscendi della doccia mancante, e che ci accollassimo le spese per l'imbianchino che doveva pitturare le pareti delle stanze dei bimbi che noi avevamo ridipinto (dopo averli avvisati)».

«In una casa in cui la linea del fango sui muri arriva a mezza vita», continua Michelangeli, prima del colpo di grazia: «A primavera poi ci hanno chiesto sei mesi di affitto arretrato per non aver dato il congruo preavviso, per aver dovuto lasciare un appartamento dichiarato inagibile dopo che avevamo visto la morte negli occhi». A fine mese la famiglia e i proprietari di casa si troveranno faccia a faccia un'altra volta, e sarà il giudice a dare il via ad un lungo percorso per stabilire quale diritto avrà ragione di prevalere.