Un anno dopo l’alluvione via Pacinotti si allaga ancora

Livorno, i residenti: «L’argine è stato alzato, ma l’acqua piovana  si accumula. Chi ha fatto i lavori lungo il rio pensi anche  alle opere idrauliche intorno»

LIVORNO. La mattina del 10 settembre 2017 la foto di via Pacinotti, insieme ad altre scattate lungo il rio impazzito di Ardenza, fece il giro di Italia: l’asfalto ricoperto di fango, i giardini distrutti, le auto una sopra l’altra come fossero micro machine. Scendendo dal civico 52 fino a costeggiare il fiume, si vedevano solo acqua, fango e danni. Ieri mattina, a più di un anno dalla tragica alluvione, i residenti di questo tratto di via Pacinotti si sono svegliati di nuovo in mezzo a una piscina, come racconta la foto al lato. E sono tornati ad alzare la voce: «Chi si è occupato dei lavori lungo il rio pensi anche alle opere di drenaggio delle acque intorno, o qui è un disastro».



Lo ripete tra gli altri Francesco Archibugi, residente della zona e vicepresidente del Comitato alluvionati. «Il problema – spiega – è che tutta l’acqua piovana che scende e che dovrebbe andare verso il rio, quando arriva qui trova l’argine». Argine che dopo l’alluvione è stato alzato per impedire nuovi disastri di fronte a un’eventuale piena. «Il punto – riprende – è che quando vengono realizzati gli argini, si creano anche opere (pompe, sottopassi o altro) che consentono all’acqua piovana di defluire nel rio e arrivare al mare. Mi risulta che ci siano vari tubi di 30-40 centimetri che passano sotto l’argine e che negli anni passati sono stati realizzati con questa funzione, insieme a valvole che regolano il passaggio dell’acqua nel fiume. Ma in varie occasioni, per verosimili cattive esecuzioni delle opere o per cattiva manutenzione, le valvole hanno funzionato male». «Nell’ultimo anno – viene al punto – è stato realizzato un muro che ha di fatto alzato l’argine: la valvola è rimasta sotto terra e probabilmente si è intasata. In più l’acqua piovana che scende da via Pacinotti arriva in questo tratto che è privato a uso pubblico, aggravando la problematica».

«Cosa chiediamo? Ci siamo rivolti – sottolinea – a tutti, dal genio civile al Comune: chiediamo che chi ha realizzato le opere pubbliche lungo il rio pensi anche a realizzare qualcosa che risolva il problema nelle aree intorno. E che qualcuno prenda in carico la manutenzione di queste opere, che sono pubbliche». —