Scoperchiato il rio di Montenero che allagò piazza delle Carrozze

Livorno, è la prima volta che il fiume torna alla luce: è stato allargato e sarà in gran parte ricoperto ma con grate rimovibili

LIVORNO. I residenti e i commercianti di Montenero sanno bene cosa può diventare il rio Stringaio. Lo hanno provato sulla loro pelle la notte tra il 9 e il 10 settembre di un anno fa. Ma lo avevano già capito nel 1990, quando il sacro colle andò sott’acqua. Quel rio che ai piedi del Santuario hanno sempre chiamato botro, ha saputo trasformarsi in un torrente impazzito fatto di acqua e fango, che ha trascinato via case e cose. Da qualche giorno è in gran parte stombato: scorre a cielo aperto in attesa di essere ricoperto. Ma questa operazione, per la prima volta, sarà fatta con un sistema di “beole” e griglie che renderà il rio scoperchiabile. Anche in mezza piazza delle Carrozze, dove i lavori sono partiti ormai un anno fa.

«Se non ci saranno problemi di finanziamento, finiremo tutto entro i prossimi gennaio o febbraio», fa sapere il direttore dei lavori e responsabile comunale del procedimento, Alessio Bozzi. Si entra così nella fase finale, dopo tutti gli intoppi che mese dopo mese si sono registrati nella grande buca di piazza delle Carrozze, «la parte dove abbiamo perso più tempo, dallo scorso autunno alla scorsa primavera, per spostare i sottoservizi». Un groviglio di tubi di acqua, luce, gas. «Lì ora la nuova condotta, in altre parole il nuovo letto del fiume, è pronta...».


È il primo grande intervento che in città, da quella maledetta alluvione, ha portato allo scoperchiamento di un fiume. Se non è un vero e proprio stombamento poco ci manca: perché, conferma Bozzi, «è il primo intervento che allarga di moltissimo la sezione di un corso d’acqua e che garantisce di fatto uno stombamento con elementi che in caso di emergenza possono essere tolti».



Andiamo per gradi. La situazione a oggi è questa: «La sezione del fiume che si trova in aree private, a monte della piazza – spiega il direttore dei lavori – è stata completamente stombata e allargata: da circa un metro nella parte dove era più stretta fino a 3.5 metri». Sono stati inseriti dei micropali (già più 300, che in tutta l’area a fine intervento diventeranno 600), che nelle prossime settimane saranno rivestiti dalla nuova condotta in cemento armato. «A quel punto – riprende il tecnico – una porzione del rio che scorre nella parte privata dovrà essere ritombata perché i privati possano continuare ad accedere alle loro proprietà. Ma sarà ritombata con delle beole, una sorta di coperchi rimovibili, in modo che per interventi di manutenzione o di pulizia (ad esempio se ci fossero tronchi a fare da tappo) sia possibile scoperchiare tutto e intervenire».

Davanti alla funicolare la soluzione sarà simile, ma con un passo avanti: «Da via di Montenero fino al centro della piazza, invece di tappare la sezione del rio allargata (3.5 metri di larghezza per 2.70 di altezza), metteremo delle griglie in acciaio». In questo modo «il traffico sulla piazza sarà garantito, sarà più semplice fare manutenzione e tutta l’acqua che viene giù dalla piazza del santuario quando piove entrerà direttamente nelle grate».

Nel piano dei lavori approvato a inizio anno dagli uffici regionali del commissario era già stato previsto un investimento lungo lo Stringaio di 2,3 milioni. Si sa che ora è in corso di definizione una variante al primo progetto, che riguarda anche la realizzazione di una barriera protettiva all’altezza del bar dei Bardi, che proprio pochi giorni fa è riuscito a rialzare la saracinesca a un anno dalla tragedia. La notte dell’alluvione era finito sott’acqua insieme al ristorante accanto, andato completamente distrutto. L’intenzione è di realizzare un muretto con una seduta dove ora ci sono i new jersey, per cercare di evitare che in futuro l’acqua possa tornare a ferire tanto la piazza.