Il festival dell'ironia sbarca nel Luogo Pio: identikit di 12 protagonisti

Fabrizio Gifuni

Livorno, in cartellone fino a domenica 30 nel cuore della Venezia: chi sono i personaggi più in vista nel programma del festival

LIVORNO. Non siamo qui semplicemente a scandire il conto alla rovescia aspettando per il festival più atteso: quello dell’umorismo. “Il senso del ridicolo” è già sbarcato nella nostra città conquistando piazza del Luogo Pio, la location numero uno della kermesse sotto il segno dello sberleffo. Palazzo Civico ha messo in pista l’ordinanza con cui dal tardo pomeriggio di lunedì la piazza è off limits per le auto, ieri gli operai hanno iniziato a predisporre i materiali per tirar su la tensostruttura che ospiterà una parte di queste conferenze in tandem che, con la leggerezza offerta dalla modalità del dialogo, sono il format del festival diretto da Stefano Bartezzaghi. Ma, un po’come accade per Effetto Venezia, la manifestazione si estende in vari luoghi, quasi tutti all’interno del cuore antico della città: dalla Bottega del Caffè (in viale Caprera) alla sala degli archi in Fortezza Nuova, da piazza dei Domenicani al teatro Vertigo (al civico 2 di via del Pallone). Sconfinando in centro con gli appuntamenti al teatro Goldoni (Paola Cortellesi venerdì e Fabrizio Gifuni l’indomani).

Come ha raccontato Bartezzaghi nell’intervista al Tirreno pubblicata domenica, la formula non è costruita su una sorta di “festival di Sanremo della risata” a colpi di comparsate di comici: niente Brignano né Bisio e nemmeno Panariello o Boldi. Semmai chiacchierate in pubblico, in forma leggera, su un campionario di temi strizzando l’occhio a sfottò, satira e ironia: una scelta apprezzata dal pubblico se è vero che nelle due precedenti edizioni (nel 2017 è saltata perché in agenda subito dopo l’alluvione) i tendoni hanno ospitato centinaia di persone ascoltare in silenzio il dibattito. Ecco un “cacciucco” di volti pescati fra i protagonisti dell’edizione di quest’anno.


Paola Cortellesi. È un vulcano creativo: come attrice, sceneggiatrice e cantante fra varietà e satira. Quest’anno ha vinto il “nastro d’argento” per il film “Come un atto in tangenziale” con Antonio Albanese. Lei, stella della comicità al femminile, a Livorno torna a Totò: “Siamo stelle o caporali? ” (venerdì ore 21,30, teatro Goldoni).

Fabrizio Gifuni. Ha davanti a sé una delle sfide-chiave di questo festival: portare sul palcoscenico le parole del più ironico fra i grandi scrittori drammatici e, viceversa, del più tragico fra i big della pagina umoristica. Stiamo parlando di Carlo Emilio Gadda. In uno spettacolo in cui il nome del Gran Lombardo si trasforma in sigla per diventare titolo “Galline Autolesioniste Declamano Dubitazioni Amletiche” (sabato ore 21, teatro Goldoni).

Francesco Costa e Giuseppe Civati. Costa fa il vicedirettore del Post, ma folle di seguaci-web sono state stregate del suo podcast dedicato al racconto dell’America profonda in un reportage finanziato dal crowdfunding fra lettori. A Livorno discuterà con Pippo Civati, che qui torna a chiamarsi Giuseppe come da anagrafe e fa un po’ il filosofo e un po’l’editore: anche se tutti e due si misureranno con la politica. Anzi, col comico che diventa ingrediente della comunicazione politica (domenica ore 11, piazza del Luogo Pio)

Matteo Caccia. È uno dei migliori storyteller, e non da oggi: basti ricordare il racconto di una “Amnesia” su RadioDue, poi su Radio 24 l’esperienza di “Voi siete qui”. A Livorno aveva portato il pullmino-confessionale in cui chiunque poteva narrare la propria estate, adesso si infila nelle nostre esistenze raccontandole a partire dal mercato immobiliare e dalle vite da narrare fra alloggi in affitto, monolocali soppalcati e villette con giardino (domenica ore 18,45, piazza del Luogo Pio)

Vera Gheno e Bruno Matroianni. Il mestiere di Ghieno è occuparsi della lingua italiana fra Università di Firenze e Accademia della Crusca. Ma questa prof con ascendenze ungheresi lo fa spalancando la porta ai social, studiandone gli effetti su grammatica e sintassi. Al festival poirta l’ironia con cui analizza il bestiario delle presenze in rete: in tandem con Bruno Mastroianni con cui ha scritto un libro per l’uso dei social “senza spegnere il cervello” (sabato ore 15,30, piazza dei Domenicani).

Concita De Gregorio e Simone Lenzi. “Ma sei fuori?”. Il titolo della conversarzione con i due scrittori livornesi, ex compagni di scuola, mette l’accento su quel “fuori” per parlare del “distacco come condizione dell’umorismo” : in realtà, per ambedue la condizione è quella di un esilio che Lenzi ha ben tratteggiato nel suo ultimo libro e che De Gregorio concretizza nella pratica professionale dell’andare a cercare storie anziché nel cercare i riflettori per sé (sabato ore 11, piazza del Luogo Pio).

Lucia Poli. Chissà che risate si sta facendo lassù il fratello Paolo che l'ha portata sul palcoscenico rivelandone il talento anche fuori dalle trasmissioni culturali e dai programmi tv per bambini in cui lei si era rinchiusa. Al festival, dialogando con Sara Chiappori, porta una serie di letture: c'è da giurare che in quelle pagine non mancherà una sfilza di penne al femminile (domenica ore 16,30, piazza del Luogo Pio).

Marco Ardemagni e Rocco Tanica. Per i livornesi l'ideal-tipo del Milanese è quello dell'ingegnere precisino (figurarsi se non è meglio starsene disoccupati all'Ardenza...). Ma il festival – diretto da un milanese doc come Stefano Bartezzaghi – non ha resistito a ribaltare questo cliché. Ecco che grazie alla verve di Marco Ardemagni, voce arcinota di una trasmissione cult come Caterpillar, si getta lo scandaglio nell'esperienza di una stagione del cabaret milanese dagli anni '60 fino a Zelig. Ma questo è il primo round del Giro d’Italia della comicità che il festival compie ogni anno: più tardi c’è Rocco Tanica che racconta l’esperienza surreale di Elio e le Storie Tese. Bartezzaghi, fIlo conduttore fra le due metà dell’evento, promette che chiederà a Rocco cosa ha più segnato «la storia della band di cui ha fatto parte, come musicista, autore, compositore, animatore o anzi agitatore» (sabato ore 17,15 e 18,45, piazza del Luogo Pio).