Assalto coi kalashnikov al portavalori sull’A12: in 10 verso il processo

Chiuse le indagini sul colpo tra Collesalvetti e Rosignano Per preparare la rapina avevano affittato casa a Tirrenia

LIVORNO. Chiusa l’inchiesta sulla tentata rapina del 30 settembre 2016 a un portavalori lungo l’autostrada tra Rosignano e Collesalvetti per la quale vennero arrestate nell’agosto scorso otto persone. Il sostituto procuratore Sisto Restuccia dopo la notifica dell’avviso di chiusura delle indagini svolte dalla squadra mobile pisana si appresta a chiedere il rinvio a giudizio di dieci persone. Oltre agli otto finiti in cella all’elenco se ne sono aggiunti altri due che all’epoca erano stati solo denunciati.

Il commando esibì di sera la sua forza con tecniche paramilitari sull’A12. L’obiettivo era un portavalori della Btv Mondialpol che trasportava 5,8 milioni di euro. L’autostrada venne bloccata per 8 km. Auto intraversate, chiodi a quattro punte sull’asfalto e catena sulla carreggiata all’imbocco di una galleria. E soprattutto una scarica di colpi esplosi da kalashnikov e fucili a pompa (130 bossoli dei banditi, una trentina dei vigilantes) in un conflitto a fuoco concluso con due buone notizie: nessun ferito e il bottino intonso nel forziere.


Tra i dieci per i quali si avvicina il processo, con l’accusa di tentata rapina, porto abusivo di arma da fuoco, ricettazione e riciclaggio, ci sono gli originari o residenti a Cerignola (Foggia) Antonio Braschi, 40 anni; Cosimo Attila Cirulli, 28 anni; Pasquale Matera, 41 anni, residente a Vicopisano; Gennaro Lorusso, 40 anni, residente a Firenze; Damiano Carlucci, 47 anni; Pasquale Saracino, 43 anni; Giuseppe Stefanelli, 35 anni; Matteo Lagrasta, 44 anni.

Per preparare il colpo, sfruttando le conoscenze in zona, era stato affittato un appartamento in piazza Belvedere a Tirrenia. Erano i primi di luglio. Tre mesi prima del raid. Era stato Pasquale Matera a prendere in affitto l’abitazione rivolgendosi a un’agenzia immobiliare del posto. Lui si era intestato il contratto d’affitto, ma in quella casa erano transitati anche altri della gang. Lorusso e Saracino e, all’epoca latitante, pure Braschi. Un soggiorno balneare per appuntarsi orari e percorsi dei portavalori che da Cecina andavano nella sede dell’istituto a Sesto Fiorentino. –

PIETRO BARGHIGIANI.

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