«Fumi dalle navi, i dati fanno paura»

Ai raggi x i risultati degli studi di Nabu sull’aria. Parte un mese di campionamenti nelle zone davanti al nostro porto

LIVORNO. I veleni nell’aria del porto di Livorno. I veleni nell’aria sono stati al centro dell’incontro di ieri mattina in municipio, promosso da Giovanna Cepparello della lista Futuro, coordinamento Livorno porto pulito, cittadini per l’aria e Nabu, acronimo di Nature and biodiversity conservation union. In città, grazie ad uno speciale apparecchio, sono state fatte nella giornata di giovedì, delle misurazioni da parte di Axel Friedrich, consulente della stessa organizzazione, che dimostrano come Livorno abbia in comune con le altre città portuali del Mediterraneo livelli di inquinamento atmosferico legato al traffico navale che intossicano turisti e residenti.

Polveri ultrafini che escono dai fumaioli e che toccano picchi di 80mila particelle per centimetro cubo, quando invece dove la qualità dell’aria è buona il dato risulta inferiore a 2mila e sale a 10mila nelle strade molto trafficate.


In soccorso alla teoria di estrema pericolosità per la salute, è stato prodotto lo studio fatto dal dipartimento di epidemiologia del Lazio. Il porto interessato è stato quello di Civitavecchia e si è stimato che la popolazione residente in un raggio di cinquecento metri dal porto è soggetta ad un incremento di mortalità del 51 per cento per malattie neurologiche e del 31 per cento per tumori al polmone. Per l’Unione Europea, sono 50mila i cittadini che muoiono per l’inquinamento atmosferico causato dalle navi.

E così, ieri pomeriggio, si è dato il via a una misurazione di concentrazioni di biossido di azoto nelle aree prospicienti il porto, installando dei campionatori passivi che resteranno posizionati per un mese e saranno portati in seguito in un laboratorio indipendente per conoscere i valori. In sostanza, si tratta di una specie di provetta che viene aperta nella parte inferiore. L’aria entra e, piano piano, le sostanze che contiene vengono imprigionate nella parte superiore. E con “Facciamo respirare il Mediterraneo”, una campagna continentale coordinata da Nabu, si chiede che ci si metta al passo con i paesi del nord Europa che, nel Baltico e nel Mare del Nord, hanno ridotto la quantità di zolfo nell’aria della metà a partire dal 2015.

Le navi che circolano nelle nostre acque dovrebbero essere obbligate a utilizzare combustibili a basso tenore di zolfo ed essere anche dotate di filtri antiparticolato e catalizzatori per gli ossidi di carbonio. Una politica però che deve essere decisa a Bruxelles, imponendo l’utilizzo di carburanti più puliti (con tenore di zolfo non superiore allo 0,1%) nell’avvicinamento ai porti, a partire dalle 12 miglia. Ma da Livorno viene anche l’invito ad utilizzare la banchina elettrificata, evitando lo stazionamento 24 ore su 24 delle navi con il motore acceso.

Presente anche l’assessore all’ambiente Giuseppe Vece. Auspicando che il sindaco riguardo alla situazione sull’inquinamento di Livorno solleciti il governo e si trovino anche spunti per sensibilizzare gli altri paesi membri per una regolamentazione diversa da quella vigente.

Flavio Lombardi