Livorno piace da impazzire: boom di turisti

Negli hotel e nelle altre strutture ricettive registrate 15mila presenze in più in un anno

LIVORNO. Aumenta il turismo. Crescono le entrate della tassa di soggiorno. Livorno, dati alla mano, si scopre una città che attira sempre di più, nell'arco di tutto l'anno, varie tipologie di visitatori. «La nostra città non piace al turismo di massa, bensì a quello di qualità»: lo dice con orgoglio l'assessore al Turismo e alla Cultura, Francesco Belais. Scorre gli ultimi report: nel 2016 tra italiani e stranieri sono state 314.537 le presenze registrate tra alberghi e strutture extralberghiere (agriturismi, bed and breakfast). Nel 2017, invece, le presenze registrate in base ai pernottamenti in città sono state 329.518: un più 4.76%. Significa che le persone che sono arrivate a Livorno (141.553 nel 2016 e 154.889 nel 2017, quindi oltre 13mila in più) si sono fermate in media per due-tre notti.



La città di Mascagni e Modigliani piace. Così la sua Terrazza, regina a scacchi di molti spot nazionali, l'ultimo in ordine di tempo firmato dall'istituto bancario Unicredit.

«La media di permanenza in città è di tre giorni: dai dati emerge che le strutture extralberghiere hanno attirato di più rispetto ai tradizionali hotel. E comunque anche chi arriva, ma non pernotta, porta economia in città perché va magari al ristorante, compra, spende».



I TURISMI DI LIVORNO. È ancora l'assessore Belais a spiegare in cosa la città si differenzia da altre località che lui definisce «acchiappa-turisti». «Da noi i visitatori si mischiano con i livornesi, e questa cosa piace al turismo di qualità», dice: «Noi abbiamo investito molto sul cosiddetto turismo emozionale, sui blog tour, sugli story telling, ovvero raccontare una comunità con le sue tradizioni, con il Mercato Centrale, con il giro dei fossi medicei. Il 2017 è stato l'anno del turismo sostenibile e ha dato un grande risultato».



Belais sottolinea anche un altro filone del turismo in città, di quelle persone che scelgono Livorno come base per visitare il resto della Toscana, o che hanno lavoro e business in città vicine. «Preferiscono scegliere la nostra città come base perché è ancora una realtà genuina, dove si mangia bene senza spennare chi arriva, dove si sta tranquilli, dove ci si gode il mare e dove i prezzi sono minori rispetto ad altre realtà vicine».



Tra chi pernotta a Livorno, inoltre, ci sono tutte quelle persone legate ad attività marittime, equipaggi di navi, e chi magari si imbarca per le isole, Sardegna e Corsica, e decide di restare una notte.

Poi c'è il turismo religioso che gira intorno al santuario di Montenero, che della fede mariana è un perno a livello mondiale.

Poi c'è il filone delle crociere, con quelle migliaia di vacanzieri del mare che restano in città. E sul versante della loro accoglienza l'amministrazione concorda che si può fare di più.

TASSA DI SOGGIORNO: AUMENTANO LE ENTRATE. Un altro dato, a conferma del trend, è quello delle entrate comunali legate alla tassa di soggiorno: nel 2016 ammontavano a 360mila euro, mentre nel 2017 sono salite a 450mila. «Si tratta di un più 90mila euro che è il linea con un turismo che sta crescendo», continua Belais. Che ricorda le tariffe: 1.50 euro a persona per gli hotel a tre stelle, 2 euro per i quattro stelle e 2.50 per i cinque stelle (a Livorno c'è solo il grand hotel Palazzo).

LUGLIO E AGOSTO AL TOP. Luglio e agosto sono i mesi in cui Livorno “tira” di più. Si registrano, nel primo caso, 49.875 presenze (un più 3.82% rispetto all'anno precedente) e nel secondo caso 56.587 con un salto del 6.73% rispetto al 2016. Ma anche a gennaio e febbraio, che sono i mesi più fiacchi, la città ha pur sempre registrato rispetto al 2016 un incremento sia di arrivi che di presenze, ovvero di quelle persone che decidono di restare qui per una o più notti.

I dati del Comune raccontano un primo mese dell'anno con 15.554 presenze, ovvero un 12.50% in più rispetto alle 13.826 del 2016. Lo stesso vale per il mese successivo: la crescita è del 10.86%.

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