La cassetta del pesce è bio Capraia prima in Europa

Nella seconda edizione di Smart Island firmato l’accordo tra la cooperativa  che si occupa di allevamento sull’isola e la Synbra Technology

CAPRAIA ISOLA. Addio polistirolo, la cassetta del pesce a Capraia diventa biodegradabile e l’isola si trasforma così nel primo esempio di pesca sostenibile nel Mediterraneo.

L’accordo tra la Synbra Technology, società verde con sede in Olanda, e la Cooperativa Maricoltura che alleva branzini e orate nello specchio di maredi fronte al porto, è stato firmato durante la seconda edizione di Capraia Smart Island il convegno pilota per trasformare una delle perle dell’Arcipelago in un’isola ad economia circolare e rifiuti zero.


«Si tratta – spiegano gli organizzatori – di un passo avanti contro il propagarsi incessante dell’emergenza rifiuti in mare». A conferma di questa tendenza è stato presentato anche il lavoro di Maria Cristina Fossi e Cristina Panti dell’Università di Siena che stanno concentrando la propria ricerca sugli effetti del Biofoam sugli organismi marini. E i risultati sono incoraggianti, il Biofoam TM in questa fase delle analisi, si sta dimostrando come un vero modello per ridurre l’inquinamento da plastica e polistirene nel mondo.

Il secondo evento Capraia Smart Island, che si è svolto lo scorso fine settimana, è stato organizzato da Associazione Chimica verde bionet in collaborazione con Itabia, Kyoto Club, Smartisland e ASA spa e con il patrocinio di Comune di Capraia, Accademia dei Georgofili, Parco Nazionale Arcipelago Toscano, Elettricità Futura e Coordinamento Free.

Un incontro incentrato su due argomenti: agricoltura (uso efficiente dell’acqua e delle risorse) e rifiuti (raccolta differenziata e chiusura del ciclo).

Un passo importante per la storia della sostenibilità di tutto il sistema Isola di Capraia. Quaranta esperti per rendere l’isola una vera e propria Smart island evoluta. Il primo giorno sono intervenuti: Luca Lazzeri primo ricercatore del CREA Colture Industriali di Bologna, David Casini di Cz RE-Cord, Giordano Fossi dell’Università degli Studi di Firenze e Stefano Feri, Vice presidente del Parco Nazionale Arcipelago Toscano.

Durante l’evento Jan Noordegraaf, CEO di Synbra Technology, soci di Chimica Verde Bionet e coinvolti grazie al consigliere e socio Marco Benedetti di GreenEvolution ha donato uno speciale compostatore all’Agriturismo Valle di Portovecchio.

Il secondo giorno è iniziato con il Focus Group Rifiuti e Marine Litter e la firma dell’accordo tra Synbra Technology la n Cooperativa Maricoltura.

La mattinata si è conclusa con un incontro su raccolta differenziata e marine litter con gli studenti della scuola primaria dell’isola tenuto da Laura Brambilla e Emilio Bianco di Legambiente Onlus. Nel pomeriggio si è tenuto il convegno per informare gli isolani di quanto il gruppo di lavoro ha fatto nell’ultimo anno.

Si sono, così, susseguiti gli interventi di Stefano Rossi della Provincia di Livorno, Sofia Mannelli, presidente dell’Associazione Chimica Verde Bionet e mente del progetto Capraia Smart Island, Francesco Petracchini del CNR (Stampa Cnr) e Franco Ventre di Enel Green Power sul Progetto PEARLS, Andrea Guerrini Camillo Maria Palermo di ASA spa, Luca Lazzeri, Francesco Cinelli dell’Università di Pisa, Antonio Raschi direttore del, Salvatore Livreri Console direttore dell’Area Marina protetta “Isola di Ustica”, Beppe Croce direttore di Chimica verde e responsabile agricoltura di Legambiente.

«Un ringraziamento – spiegano gli organizzatori – alla Toremar per la disponibilità sia per i biglietti sia per lo spazio concesso sulla nave per un briefing iniziale. I risultati sono stati nuove idee e progetti, nuove collaborazioni tra le personalità intervenute, tutte in linea con la proposta di realizzare sull’isola un nuovo modello di sviluppo sostenibile, incentrato sull’economia circolare e la bioeconomia che trasformi Capraia in un Faro, un modello replicabile nelle isole minori del Mediterraneo».