Agricoltura, rifiuti e nuova economia Gli esperti a Capraia

LIVORNO. Via al secondo meeting all’isola di Capraia, nel Parco nazionale dell’arcipelago toscano, per rilanciare un progetto ambizioso di economia circolare a 360 gradi. Oggi e domani, dopo il...

LIVORNO. Via al secondo meeting all’isola di Capraia, nel Parco nazionale dell’arcipelago toscano, per rilanciare un progetto ambizioso di economia circolare a 360 gradi. Oggi e domani, dopo il successo di un anno fa, andrà in scena la seconda edizione dell’iniziativa Capraia smart island, incentrata su due argomenti specifici: agricoltura (uso efficiente dell’acqua e delle risorse) e rifiuti (raccolta differenziata e chiusura del ciclo). Sarà anche l’occasione, durante un evento con i residenti, per fare il punto della situazione che mostra un incoraggiante stato d’avanzamento dopo un anno di attività. In primo luogo, sono stati identificati alcuni bandi con cui finanziare iniziative su Capraia o di più ampio raggio: tra queste c’è grande speranza per l’approvazione del progetto europeo Horizon 2020, denominato Pearls, acronimo che sintetizza l’intenzione di favorire l’impiego di fonti rinnovabili locali per la produzione di energia nelle isole. Inoltre sono già state approvate altre attività progettuali, tra cui un programma articolato coordinato da Enrico Palchetti dell’Università di Firenze: questo riguarda una stretta collaborazione con le imprese agricole locali, finalizzata al ripristino di antichi e preziosi muretti a secco e sistemi di captazione e distribuzione delle acque piovane. Si tratta di iniziative che, in assenza di finanziamenti, si basano tutte sul volontariato di diversi tecnici e scienziati, che sono riusciti a trasmettere il loro entusiasmo alla popolazione dell’isola.

Un anno fa, a Capraia, si riunirono decine di esperti di primo piano per individuare tutte le possibili iniziative da intraprendere nel campo dell’economia circolare. L’obiettivo è proprio quello di creare un modello pilota di economia circolare, una sorta di progetto-faro per il Mar Mediterraneo, un sistema economico capace di rigenerarsi in modo che - per esempio - i rifiuti diventino materia da valorizzare.


L’iniziativa è partita da un’idea di Sofia Mannelli, presidente dell’Associazione chimica verde bionet, che ha attivato un gruppo di lavoro coinvolgendo esperti come Matteo Monni, vice-presidente di ItaBia-Italian biomass association, Francesco Ferrante, vice-presidente del Kyoto Club, Francesco Petracchini, ricercatore Cnr Iia, e Camillo Palermo, project manager di Asa.