Morti in porto, il vescovo Giusti ai funerali: "Serve più sicurezza sul lavoro"

Lutto cittadino, bandiere a mezz'asta del Comune e serrande ammezzate nei negozi a Livorno e a Collesalvetti oggi in occasione delle esequie dei due lavoratori della Labromare

LIVORNO. Lutto cittadino, bandiere a mezz'asta del Comune e serrande ammezzate nei negozi a Livorno e a Collesalvetti in occasione delle esequie dei due lavoratori della Labromare, Nunzio Viola 52 anni e Lorenzo Mazzoni 25, morti il 28 marzo scorso nell'esplosione di un deposito di acetato di etile nel porto industriale. 

I funerali di Viola si sono svolti alle 10.30 nella chiesa di San Jacopo a Vicarello, frazione di Collesalvetti, ai quali insieme ai familiari hanno partecipato i colleghi della Labromare, i vertici dell'azienda e il sindaco di Colle, Lorenzo Bacci.

Il sindaco di Livorno Filippo Nogarin, si è recato al cimitero della Purificazione per portare un saluto in forma privata ai familiari e alla salma di Mazzoni. Qui alle 15 si sono svolte le esequie del giovane operaio, anch'esse in forma strettamente privata, con la benedizione della salma del vescovo Simone Giusti alla quale hanno partecipato oltre ai familiari moltissimi amici e colleghi. "Sovente questi morti sul lavoro accadono in cisterne - ha detto Giusti ai giornalisti prima di entrare al cimitero - allora vuol dire che la questione delle cisterne è molto delicata, vuol dire che occorre rivedere le normative a tutela dei lavoratori e a tutela degli imprenditori che devono sapere cosa fare per poter svolgere il loro lavoro in sicurezza".