Scuola, troppe feste e riconteggi: «In classe a Santa Giulia è come far lezione a Natale»

Livorno, la proposta della preside delle Bartolena di aprire il 22 maggio fa discutere. Pezzati (Usp): «È un giorno di festa, ci sono altre possibilità per recuperare la lezione»

LIVORNO. Lo aveva anticipato al Tirreno la dirigente Simonetta Costagliola e lo ha scritto, ieri mattina, in una circolare destinata al personale docente, Ata e ai genitori: alle medie Bartolena viene formalizzata la proposta di fare lezione anche il 22 di maggio, per la festa della patrona di Livorno Santa Giulia (che ha la doppia valenza religiosa e istituzionale), o in alternativa, di prevedere due rientri pomeridiani.

Insieme all’abolizione del ponte del Primo Maggio, sarebbe il secondo giorno che l’istituto deve recuperare ai fini della validazione dell’anno scolastico che prevede di non scendere oltre la soglia minima dei 200 giorni di lezione previsti dal Ministero.

«Adesso non esageriamo: il giorno del santo patrono è inserito nel calendario delle festività approvato dalla Regione e inserito nelle linee guida del calendario scolastico. A Livorno revocare Santa Giulia e un po’ come levare il Natale», la riflessione arriva da Anna Pezzati, la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale – l’ex provveditore, insomma – che ha inviato ai dirigenti scolastici del territorio indicazioni su come poter recuperare i giorni di attività didattica per far fronte alle chiusure effettuate, tra allerte meteo e plessi sedi di seggio elettorale. E, in effetti, la stragrande maggioranza delle scuole cittadine di Livorno e di Collesalvetti, dalle elementari alle superiori, è stata costretta a modificare il calendario scolastico già deliberato, revocando ponti e prolungamenti di vacanze.

È solo alle medie Bartolena, con i suoi 4 plessi che sono stati tutti sede di seggio elettorale, che si valuta l’ipotesi di fare lezione per Santa Giulia. Come tutti gli altri istituti si adegua il calendario per non andare sotto ai 200 giorni minimi di lezione previsti ai fini della validità dell’anno: è quindi una forma di autotutela delle singole scuole anche contro eventuali ricorsi, ma genitori, personale ed alunni che colpa ne hanno? Perché dovrebbero rinunciare ad un giorno di festa da calendario? «Tecnicamente non si può revocare una festività - continua Pezzati - comunque sarà il consiglio d’istituto a decidere: io, tra le mie indicazioni, a parte i vari ponti, avevo suggerito anche i rientri pomeridiani per recuperare».

Anche l’assessora all’Istruzione della Regione Toscana, Cristina Grieco conferma: «La festa del patrono è inserita in quei giorni che hanno carattere di festività come il Natale, Santo Stefano, Capodanno, il Primo Maggio...».

Che sarà il consiglio d’istituto - convocato a brevissimo - a decidere attraverso il voto lo ribadisce anche la vicepreside delle Bartolena Cecilia Cariello: «Sarà una scelta condivisa e la decisione sarà presa a maggioranza nel consiglio d’istituto». La stessa cosa la aveva ribadita anche la dirigente Costagliola: «Qualunque decisione che prenderemo sarà condivisa». La proposta di fare lezione il 22 maggio, per Santa Giulia, c’è e ci sarà. Con la soluzione alternativa di due rientri pomeridiani. «È una questione di sensibilità religiosa e istituzionale - commenta don Raffaello Schiavone, parroco dell’Unità pastorale Tre Arcangeli - la festa della patrona ha una doppia valenza cittadina e di fede: in un clima nel quale ci sono sempre meno riferimenti non mi scandalizzo più di tanto». E ancora: «In ogni cosa bisogna capirne, comunque, le motivazioni». La stessa volontà di capire le motivazioni arriva anche dal vescovo monsignor Simone Giusti. Neppure lui si scandalizza rispetto alla proposta di aprire la scuola nel giorno di festa dedicata alla martire cristiana patrona della città.

«Il mondo è bello perché è vario - commenta - È evidente che se c’è una proposta del genere, vuol dire che la scuola può farlo, nel rispetto della propria autonomia. Che dire, se la mattina gli studenti vanno a scuola, il pomeriggio possono venire a messa per le celebrazioni di Santa Giulia».

Alla massima autorità religiosa si accompagna il pensiero del sindaco Filippo Nogarin, vertice laico della città.

«Massimo rispetto, ovviamente, per l’autonomia dei singoli istituti scolastici - premette il primo cittadino - Ma da qui alla fine dell’anno mi chiedo se non ci siano altre soluzioni per far recuperare agli studenti un giorno di lezione, piuttosto che intaccare la festa cittadina della patrona di Livorno».

Dice la sua anche la vicesindaca Stella Sorgente, che ha la delega all’Istruzione: «Comprendiamo la responsabilità che hanno i dirigenti scolastici nel prendere queste decisioni, dover modificare il calendario scolastico in corsa e comunicarlo alle famiglie: diciamo che è la prima volta che sento dire di voler tenere aperta la scuola per la festa di Santa Giulia». E chiude: «Ci tengo a sottolineare che quando il Comune decide di chiudere le scuole per il meteo è per tutelare l’incolumità pubblica dei ragazzi, del personale, di tutti».

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