Telefonate moleste, ecco la guida per difendersi

Donata Columbo di Change.org con Ilaria Bonuccelli durante la diretta

Nella diretta live di Change.org con Il Tirreno cosa fare in attesa dell'approvazione della legge

ROMA. Il 18 ottobre a Roma la nostra Ilaria Bonuccelli è stata protagonista della diretta Facebook che Change.org ha dedicato al telemarketing. Ecco i punti toccati, anche attraverso le domande arrivate dagli utenti. Ecco il resoconto del videoforum con le domande dei lettori e le novità sulla legge.

Cosa si intende per telefonate moleste?

Sono quelle chiamate che riceviamo in continuazione da parte di aziende che ci contattano senza la nostra autorizzazione e ci propongono di acquistare prodotti o contratti di qualunque tipo. Un classico sono i contratti di luce, gas, telefono.

Come fanno queste aziende ad avere il nostro numero?

Purtroppo, senza accorgercene, rilasciamo il consenso del trattamento dei nostri dati personali in continuazione. Banalmente quando ci iscriviamo in palestra o prendiamo la tessera di un supermercato sbarriamo la casella “privacy”: di solito è una sola, ma dovrebbero essere tre. La prima consente all’azienda con cui trattiamo di conservare e usare i nostri dati; con la seconda di contattarci per proporci offerte commerciali; la terza di cedere i nostri dati ad altre aziende a fini commerciali. Il fatto grave è che spesso basta mettere la crocetta su una sola casella per finire nel tritatutto dei numeri. E chi li ha molto spesso li rivende: così i nostri dati finiscono a disposizione dei call center

Esiste un Registro opposizioni.

Sì, ma solo per i telefoni fissi registrati nell’elenco telefonico. Quindi su 117 milioni di numeri, solo 13 milioni possono iscriversi al registro. Sono esclusi tutti i cellulari e i numeri riservati. Il Tirreno vuole estenderlo a tutti i numeri. L’unico modo per consentire a chi ha un numero fisso riservato o un cellulare di iscriversi al Registro è approvare la nuova legge. Questo è il senso di questa campagna.

Telefonate moleste: le tecniche dei call center e come difendersi

Il Tirreno ha lanciato una petizione su Change.org contro le telefonate moleste. Qual è la proposta?

Chiediamo tre cose: un registro unico per le opposizioni di telefoni fissi e mobili; la revoca retroattiva del consenso a ricevere telefonate commerciali una volta iscritti al Registro; la responsabilità condivisa dei call center e del committente delle chiamate. Il secondo punto è particolarmente importante e la proposta del Tirreno è che dal momento in cui ci si iscrive, tutti i dati forniti nel corso degli anni siano automaticamente cancellati. Da quel momento in poi, però, si deve essere consapevoli che ogni consenso alla privacy che si sottoscrive, autorizza il trattamento dei dati. A patto che le crocette siano tre.

A che punto siamo?

La legge sul telemarketing, supportata da quasi 121.000 firme raccolte su Change.org, è stata approvata il 2 agosto al Senato ed è ora all’esame della Camera, che ha apportato alcune modifiche (qui le novità) e dovrà tornare al Senato. I relatori della Camera sostengono che verrà «assolutamente approvata entro la legislatura», ma l’invito a tutti è di farsi sentire e spingere per questa legge perché è ora o mai più.

Telefonate moleste, ora il call center ti ruba anche l'Iban

In attesa della legge cosa possiamo fare per difenderci?

A chi ne ha la possibilità è consigliato iscriversi al Registro delle opposizioni. Per gli altri ci sono dei consigli pratici: quando si ricevono telefonate mai rispondere “sì” a nessuna domanda, perché la voce può essere registrata e riutilizzata per altri fini. Un’altra raccomandazione è chiedere sempre di sapere il nome della persona e della società che chiama e a quale titolo lo fa. Se non rispondono fare presente che è loro dovere ai sensi degli articoli 7 e 8 del codice della privacy, che obbliga chiunque ci contatti a dire dove ha preso i nostri dati, chi glieli ha forniti e che uso ha intenzione di farne. Altro consiglio è segnalare le telefonate al garante della privacy, anche quelle anonime. Se ci sono gli estremi per una truffa invece bisogna assolutamente contattare la polizia postale. Soprattutto però occorre fare attenzione agli anziani che sono i più bersagliati da questo tipo di meccanismo.

Ci sono aziende che hanno smesso di fare telemarketing grazie alla vostra campagna?

Sì, dopo mesi di campagna Enel ha deciso, dal 1° giugno 2017, di sospendere il telemarketing commerciale per acquisire nuovi clienti. Questo non vuol dire che abbiano smesso di fare telefonate commerciali, ma che non riceveremo più chiamate da parte di Enel per farci diventare suoi clienti. Sono escluse le piccole e medie imprese, che continueranno a ricevere contatti telefonici ma solo per prendere appuntamenti, mai per stipulare contratti. Quindi attenzione: se qualcuno si spaccia per Enel e vi propone un nuovo contratto da fare al telefono sappiate che in realtà non sono loro.

Quali altri dati hanno a disposizione i call center oltre ai nostri numeri di telefono?

Qualche call center è in possesso degli Iban bancari di alcuni di noi. C’è un buco da qualche parte, altrimenti non si spiega come abbiano fatto ad averli. Gli esperti dicono che questi dati possono essere stati ceduti o rubati solo dalle aziende che li possiedono o dalle banche. Queste ultime sono un po’ più difficili da attaccare, ma i casi di hackeraggio sono sempre più frequenti e non vanno scartati. Un’altra ipotesi è che all’interno delle società di servizi che hanno il nostro Iban ci siano impiegati infedeli che vendono i nostri dati.

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