Muore a 19 anni: Betty, la musica e quel tatuaggio sulla spalla

Elisabeth Jane Pulaski

Ecco chi è Elisabeth Jane Pulaski,  la ragazza scomparsa nello scontro frontale sulla via Emilia: l'amico è stato arrestato con l'accusa di omicidio stradale

LIVORNO. Sullo sfondo c’è il buio. In primo piano, invece, Thomas e Betty si abbracciano, lui ha un cappellino in testa e guarda dritto nell’obiettivo; lei sorride, si copre il viso e girandosi verso l’amico lo colpisce allo stomaco con un pugnetto innocente. È l’aprile dello scorso anno e i due ragazzi stanno trascorrendo una serata insieme nella discoteca “Villa del Colle”.

Oggi di quella notte spensierata resta solo una foto sulla quale piangere la morte di una ragazza di appena 19 anni, Elisabeth Jane Pulaski, e il senso di colpa eterno dell’amico, arrestato con l’accusa di omicidio stradale: è risultato positivo all’alcoltest con un tasso tre volte quello consentito. Gli scherzi, le risate e la musica in sottofondo si sono spenti all’alba di ieri sulla via Emilia, l’ex strada statale 206 che collega Cecina a Pisa, passando per Vicarello e Collesalvetti.

Incidente mortale sull'Emilia, il recupero dell'auto sulla quale è morta la 19enne



L’INCIDENTE. È qui, poco prima delle 6 del mattino di domenica 15 ottobre, su un rettilineo che taglia in due la pianura, che la Fiat Punto Abarth condotta da Thomas Caponi, 20 anni, studente dell’istituto Orlando di Livorno, ha iniziato a sbandare. Ha raccontato un testimone ai carabinieri: «C’era nebbia a quell’ora e l’asfalto era bagnato. La macchina è andata prima sulla carreggiata opposta, poi è rientrata, è finita sul guard rail ed è stata sbalzata di nuovo sull’altro lato».

È molto probabile – i carabinieri di Collesalvetti e colleghi del radiomobile di Livorno hanno avviato gli accertamenti – che il ventenne abbia perso il controllo del veicolo anche a causa della velocità, innescando quella carambola maledetta conclusa con la Punto che si è scontrata frontalmente con una Ford Fusion che arrivava dalla direzione opposta.

In seguito all’urto, secondo una prima ricostruzione, l’auto con i due ragazzi ha poi sfondato il guard rail ed è finita nel fossato che costeggia la statale. Elisabeth, occhi celesti, origini americane ma nata e cresciuta tra Pisa e Livorno, è morta sul colpo. «Indossava anche la cintura...», sospira chi ha tentato, invano, di salvarla.

Dalle due auto, invece, i vigili del fuoco hanno estratto vivi sia il ventenne colligiano che Stefano Trassinelli, 46 anni di Cascina, che a quell’ora, a bordo della sua vettura, stava andando al lavoro. «Entrambi – spiegano dalla centrale del 118 – sono stati trasportati all’ospedale Cisanello di Pisa in codice giallo». Solo qualche ferita ma nessuno dei due è in pericolo di vita.

LA RICOSTRUZIONE. Thomas all’alba stava riaccompagnando a casa l’amica, a Stagno, dove la diciannovenne viveva con i genitori, il padre è un dipendente di Camp Darby in pensione e la mamma lavora come infermiera.

«Due anni fa aveva lasciato l’istituto alberghiero di Pisa – raccontano gli amici – e si era messa a dare lezioni di lingue straniere, inglese e russo». Ma le sue passioni erano la musica e la letteratura. Sulla spalla destra si era tatuata il titolo di un romanzo di Johann Paul Friedrich Richter: «La musica – si legge tra una nota e l’altra – è il chiaro di luna nella buia notte della vita». Scriveva la diciannovenne in uno dei suoi ultimi messaggi postati su Facebook in cui descrive i sentimenti tormentati dell’adolescenza. «Un profondo senso di amore e appartenenza è un bisogno irriducibile di tutte le persone. Siamo biologicamente, cognitivamente, fisicamente e spiritualmente collegati all’amore, ad essere amati e ad appartenere. Quando questi bisogni non si incontrano, non funzioniamo come saremmo programmati a fare. Ci spezziamo. Andiamo in pezzi. Siamo insensibili. Ci facciamo del male e feriamo gli altri. Ci ammaliamo».

L’INCHIESTA. È stato il pubblico ministero di turno Massimo Mannucci, nel primo pomeriggio di domenica a disporre la misura degli arresti domiciliari nei confronti di ventenne. L’accusa nei suoi confronti è quella di omicidio stradale. Secondo le analisi alle quali è stato sottoposto aveva un tasso alcolemico di 1,62 grammi per litro, dunque tre volte quello consentito. La salma di “Betty” per il momento è ancora a disposizione dell’Autorità giudiziaria che dovrà decidere se eseguire l’autopsia. Caponi, invece, nei prossimi giorni comparirà davanti al giudice per l’udienza di convalida.